A Fable for Tomorrow: tre opere di videoarte racchiuse in una stanza immersiva

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Uno spazio unico, una stanza dei sogni, dove tutto è possibile: è la Immersive Room del centro di cultura digitale MEET Milano, che pone lo spettatore al centro di una riflessione sul futuro e sul concetto di sostenibilità. Lo fa grazie alla video installazione A Fable for Tomorrow, realizzata dagli studenti del corso Master in Creative Digital Media di Istituto Marangoni Firenze.

La video installazione “A Fable for Tomorrow”

Nel 1962 la biologa e ricercatrice Rachel Carson pubblicò un libro che divenne manifesto del movimento ambientalista: si tratta di “Primavera silenziosa”, titolo che fa esplicito riferimento alla presenza sempre minore di uccelli e insetti nei campi con l’arrivo della bella stagione, a causa dell’uso massiccio di pesticidi chimici in agricoltura. Proprio da questo scritto e riprendendo il titolo del suo primo capitolo, si sviluppa l’opera A Fable for Tomorrow, su idea e proposta di Amane Aoyam, studentessa di Istituto Marangoni Firenze. Attraverso l’uso di software AI, di modellazione 3D e immagini del drone DJI Mavic 3, tre giovani talenti hanno così esplorato il tema della sostenibilità, del rapporto tra uomo e natura, del futuro del mondo e delle generazioni a venire sulla Terra. Nuove tecnologie a servizio dell’arte e della riflessione sul destino del nostro pianeta, dunque, utilizzate dagli studenti di Marangoni Firenze per realizzare tre opere di videoarte, racchiuse in A Fable for Tomorrow.

Le tre opere di videoarte in mostra nella Immersive Room di MEET Milano

Se Alessandro Corradini con “Un giorno di pioggia” incentra la sua ricerca artistica sulla visualizzazione del ciclo dell’acqua, la collega Giuditta Magnini propone “The Other Woman“, opera articolata in due capitoli, che analizza il tema della sostenibilità concentrandosi sull’evoluzione del rapporto tra esseri umani, natura e tecnologia, fino a descrivere una società in cui la tossicità dei dispositivi ci distoglie dall’attenzione verso l’ambiente. Conclude il ciclo di A Fable for Tomorrow la videopera dal titolo “Rujna” della studentessa Iva Neši: le immagini ritraggono il parco nazionale montenegrino del lago Skadar, sito naturale di grande rilevanza per la sua biodiversità, minacciato in maniera irreversibile dall’intervento dell’uomo.

L’Immersive Room di MEET Milano

Come spiega Francesca Giulia Tavanti, Direttrice di Istituto Marangoni Firenze, “Abbiamo deciso di dar vita a questa collaborazione con MEET Milano un anno fa, con l’idea di offrire ai nostri studenti l’opportunità di presentare le loro opere d’arte in un ambiente immersivo, un’esperienza professionale in un luogo unico in Europa”. In via Vittorio Veneto, nel cuore di Porta Venezia a Milano, in un edificio progettato da Carlo Ratti ed il suo studio, ha sede MEET, centro internazionale per la cultura digitale con il supporto di Fondazione Cariplo. Al suo interno è ospitata appunto l’Immersive Room, una sala dotata di 15 proiettori, che offrono immagini estremamente luminose in 4K, per una proiezione continua su tre pareti a 270°. Per l’occasione, al centro della sala immersiva, è stato ospitato il live della regina dell’arpa elettrica Kety Fusco, una delle artiste protagoniste dell’elettronica italiana del prossimo decennio. In questo luogo unico, i visitatori potranno letteralmente immergersi nelle opere dei giovani creativi di Istituto Marangoni Firenze, desiderosi di mostrare il loro lavoro e la loro appassionata ricerca.

Roberta Pisa

L’articolo “A Fable for Tomorrow: tre opere di videoarte racchiuse in una stanza immersiva” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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