Aprono al pubblico le antiche cucine del Castello di Miramare a Trieste

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Cosa mangiavano Massimiliano d’Asburgo e la moglie Carlotta del Belgio nell’Ottocento? Come venivano preparate e servite le pietanze in una sontuosa dimora come quella del Castello di Miramare a Trieste? Queste e altre curiosità vengono ora svelate grazie ad un nuovo percorso di visita proposto nel magnifico edificio a picco sul Mare Adriatico.

Le antiche cucine del Castello di Miramare

Una porta sempre aperta sul mare, consentiva l’accesso diretto alle antiche cucine e l’arrivo degli approvvigionamenti direttamente condotte dalle imbarcazioni: oggi i visitatori potranno scoprire questi affascinanti spazi proprio partendo da questo mirabile uscio. Un percorso che consente così di riscoprire un’ala del Castello Miramare per lungo tempo tenuta nascosta, separata dalle sale e camere dei proprietari, così come si usava per le dimore aristocratiche. Grazie ad un nuovo allestimento, vengono messe in mostra le collezioni di ceramiche e cristalli, argenteria e posate, suppellettili da cucina e terraglie, utilizzati per i pasti degli Arciduchi, mentre i menù originali dell’epoca forniscono interessanti informazioni in merito alla cultura del cibo, alla ritualità e convivialità di pranzi e cene, oltre che alle diete seguite dai nobili dell’epoca. Si scopre così che la tipologia e l’ordine delle pietanze servite alla tavola di Massimiliano seguivano i canoni dell’alta cucina francese: si apriva con le zuppe, per poi proseguire con gli antipasti di carne e pesce, i tagli importanti di carne, la selvaggina, gli arrosti e le insalate; venivano poi i dessert, seguiti dai formaggi, e il pasto si concludeva con il gelato. Non si rinunciava inoltre a piatti originali e ricercati, spesso dai sapori orientali.

Il restauro delle antiche cucine a Miramare

Dallo scorso giugno, questi luoghi evocativi sono tornati accessibili grazie ad un importante intervento di restauro che ha coinvolto interni ed esterni. Diversamente da altri ambienti nel castello, i locali seminterrati e posti a settentrione per facilitare la conservazione dei cibi, sono quasi del tutto privi degli arredi originari. Grazie alle planimetrie dell’architetto progettista dell’epoca, Carl Junker, conservate nell’archivio del museo e datate 1861, è stato possibile però comprendere l’articolazione degli spazi e la destinazione d’uso degli ambienti. Attorno alla grande cucina, vero e proprio nucleo produttivo, si aprivano locali secondari: le cantine (Weinkeller, Flaschenkeller), i forni per gli impasti (Bäckofen) e persino la pasticceria (Zuckerbäckerei). “Non avendo illustrazioni degli interni e non possedendo gli strumenti originali, tranne pochi pezzi di mobilio – spiega la Direttrice del Museo storico e il parco del Castello di Miramare Andreina Contessa -, era impossibile operare una ricostruzione filologica degli arredi. Per questa ragione l’allestimento è al contempo rigoroso (rispetta la suddivisione degli spazi e ripercorre il percorso del cibo dagli approvvigionamenti che giungevano via mare fino alla tavola), inventivo e utile, perché inventa una funzionale scenografia che funge da deposito a vista“. Le cucine rappresentano così un ulteriore tassello per la scoperta di un luogo ricco di fascino, storia e cultura come il Castello e Parco di Miramare, che ha riaperto di recente al pubblico anche il Castelletto e il Bagno del Duca d’Aosta.

Roberta Pisa

L’articolo “Aprono al pubblico le antiche cucine del Castello di Miramare a Trieste” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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