Carnevale di Arlecchino di Miró: Un’Allegra Tristezza

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Il Carnevale di Arlecchino Mirò

Data di Realizzazione1924-1925Dimensioni66 x 93 cmTecnicaOlio su telaDove si TrovaAlbright-Knox Art Gallery, BuffaloInformazioni Joan Mirò il carnevale di Arlecchino

Caratteristiche chiave

Miró ha scelto Arlecchino come protagonista della tela perché nella commedia dell’arte italiana è un personaggio sempre alla ricerca dell’amore ma molto sfortunato; l’artista si rivede in Arlecchino dato che in quel periodo è molto povero e sfortunato nel suo lavoroL’artista vuole rappresentare le sue visioni; ci sono oggetti provenienti dalla realtà ma sono trasformati (il triangolo nero fuori la finestra è la Tour Eiffel, il cerchio verde con la freccia sottile sul tavolo è un mappamondo) dal suo inconscioLa scena è surreale con Arlecchino al centro circondato da tanti oggetti a forma di persone che ballano e si divertono mentre festeggiano in una grande stanzaMiró usa colori intensi ed accesi ispirati alla sua Catalogna

Storia

Joan Miró ha dipinto questa tela nel 1924-1925 e forse ha scelto come protagonista Arlecchino dopo aver visto alcuni lavori di Picasso.

In quel periodo Joan non se la passa bene.

Ha pochissimi soldi e quando torna a casa dipinge di getto in preda alla rabbia.

Le figure che realizza in questo periodo poi le porterà sulla tela (come questo Carnevale di Arlecchino).

Una volta terminata l’opera passa da un collezionista di Parigi all’altro, finché l’Albright Art Gallery non l’acquista il 9 marzo 1940 e così finisce esposta a quella che oggi conosciamo come Albright Art Gallery.

Descrizione

Al centro di questa incredibile scena ricca di colore c’è una figura che indossa una maschera metà rossa e metà blu.

Particolare di Arlecchino

È Arlecchino, uno dei personaggi più famosi della commedia dell’arte italiana.

Nelle varie rappresentazioni teatrali, Arlecchino è sempre alla ricerca dell’amore ma fallisce sempre.

Molti artisti si rivedono in questo personaggio, soprattutto Miró che sta attraversando un momento difficile in cui ha pochissimi soldi.

Guardando con attenzione puoi notare che il suo Arlecchino ha un buco nel ventre.

Particolare del buco in pancia ad Arlecchino

Questo dettaglio potrebbe rappresentare la povertà di Arlecchino così come quella di Miró, il quale non poteva permettersi neanche di andare a cena con un amico e quindi il buco potrebbe simboleggiare la fame.

Ma questa interpretazione va in contrasto con il resto della scena, in cui tutti gli altri personaggi sono felici e si divertono.

Intorno a lui ci sono oggetti a forma di persone, come la scala con un occhio ed orecchie sulla sinistra della scena (questo oggetto appare più volte nelle opere dell’artista e simboleggia il trampolino che collega la realtà alla fantasia).

Particolare della scala con orecchio ed occhio

Siamo davanti ad un’opera surreale, dove accadono cose impossibili.

Miró per quest’opera usa i colori accesi della sua Catalogna e si ispira ai suoi paesaggi.

L’ambiente che circonda la scena è grigio chiaro nella metà superiore e ocra rosso chiaro nella parte inferiore.

Particolare della divisione dei colori

Tutti i personaggi risaltano grazie a colori brillanti e saturi (soprattutto azzurro, rosso e giallo).

E poi non c’è una vera e propria fonte di luce.

I protagonisti sono belli evidenti grazie ai loro colori.

La profondità della scena è data dalla fuga della scala a sinistra e dal piano interrotto dal bordo di destra.

Particolare della prospettiva sulla scala e sul pannello a terra

E poi c’è anche la linea che separa le due metà del dipinto che unisce il pavimento e la parete frontale dove si apre la finestra.

Particolare della prospettiva con la linea che divide pavimento e muro

La scena è anche molto equilibrata grazie alle 2 grandi figure serpeggianti che si incontrano in centro circondati dagli altri personaggi unici con i loro colori e dimensioni.

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