Casa di Langa: l’arte contemporanea in hotel sulle colline del Piemonte

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C’è l’ambizioso investimento dell’imprenditore americano Kyle J. Krause, che negli ultimi anni ha anche acquisito due nomi storici dell’enologia piemontese come Enrico Serafino (Canale) e Vietti (Castiglione Falletto), oltre a essere diventato il patron del Parma Calcio 1913, dietro all’apertura dell’hotel di lusso Casa di Langa, ancora una volta in Piemonte. Le motivazioni di questo legame con l’Italia del miliardario americano hanno radici familiari: la mamma italoamericana, il fidanzamento e le nozze in Italia, il figlio che si è sposato a Monforte, una casa di famiglia nelle Langhe.

Casa di Langa, Piemonte

L’HOTEL CASA DI LANGA

Nel caso della grande proprietà alberghiera di Cerreto Langhe, il Gruppo Krause ha rilevato all’asta un progetto immobiliare avviato nel 2011, ma naufragato nel 2013 per le difficoltà finanziarie incontrate dalla precedente società. A partire da fine 2019, Krause ha avviato un cantiere che nel giro di due anni ha completamente trasformato la grande proprietà agricola di 42 ettari e completato con criteri di ecosostenibilità (utilizzo di acqua riciclata al 100% per l’irrigazione, impianti geotermico e fotovoltaico funzionali al riscaldamento, obiettivo operativo di azzerare l’utilizzo di plastica monouso) la struttura dedicata alla ricettività, trasformandola in un boutique hotel 5 stelle di 39 camere e suite, dove anche l’arte, altra passione del magnate, ha un posto non secondario.

Ristorante Fàula con l’opera di Carla Accardi, Casa di Langa, Piemonte. Photo © Dario Bragaglia

CASA DI LANGA E L’ARTE CONTEMPORANEA

Per rendersene conto è sufficiente dare un’occhiata alla lounge e alle parti comuni. Su una parete del ristorante Fàula campeggia un’opera di Carla Accardi, Acqua e Terraferma (vinile su tela, 2013); l’esplorazione continua e ci si imbatte in Airplane (2015) di Massimo Bartolini: una colonna spezzata in marmo bardiglio con segni evidenti della stratificazione geologica del materiale. Le opere d’arte sviluppano un dialogo fra interno ed esterno, e alcune sono dislocate nel terreno circostante la proprietà. La collezione d’arte di Casa di Langa, infatti, non ha fini espositivi ma, perseguendo la stessa filosofia costruttiva dell’hotel, mira a integrarsi con il territorio.
Con questa chiave di lettura si può comprendere la scelta di esporre Cinque x cinque venticinque (1983) di Alighiero Boetti, che ripropone il tema del viaggio utilizzando l’arazzo, oppure Superficie bianca di Enrico Castellani, con la tela modellata dall’uso di chiodi industriali.
In Senza titolo, Claudio Parmiggiani evoca con una sua “scultura d’ombra” i temi dell’assenza e della memoria, proponendo la sagoma polverosa di un violino, mentre l’artista svizzero Ugo Rondinone con the vain (2014) ritorna sulla forma del monolite e sull’uso della pietra appena sgrossata per riflettere su un motivo a lui caro come il rapporto con la natura. Ci sono poi le opere dell’artista afro-americano McArthur Binion, Ink: Work (Verde/Violetta), (2018), di Rosemarie Trockel con la serie minimalista Knitted Paitings, un Achrome di Piero Manzoni.

Alighiero Boetti, Cinque x cinque venticinque, 1983

CASA DI LANGA, IL DESIGN E IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO

Casa di Langa si ispira all’architettura tradizionale di quest’angolo di Piemonte e vedendola dall’alto la si può scambiare per una delle cascine della zona. Anche se Serralunga d’Alba e Castiglione Falletto si vedono in lontananza, qui siamo già sul limitare dell’Alta Langa, dove non prevale la monocultura della vite, ma i noccioleti si mescolano a frutteti, boschi e vigneti di pinot noir e chardonnay. Approfittando della vastità della tenuta, gli ospiti dell’hotel posso passeggiare a lungo fra vigneti e boschi, seguire corsi di cucina e degustazione di vini, ma anche andare a caccia di tartufi accompagnati da un trifulau (tartufaio). A queste proposte si aggiunge l’Art Tour per una visita guidata della collezione all’interno della proprietà.
I due team milanesi che hanno portato a termine il progetto alberghiero sono GaS Studio, per la parte di progettazione architettonica, e Parisotto + Formenton per il design di interni, entrambi ispirati dalle tradizioni architettoniche del Piemonte, con diffuso utilizzo della pietra di Luserna (estratta del Pinerolese), una delle più antiche e nobili pietre da costruzione piemontesi, impiegata storicamente nei palazzi nobiliari torinesi e nelle Residenze Reali patrimonio Unesco. Altro materiale di cui si è fatto largo uso è la terracotta, mentre per molti intonaci si è ricorsi alla terra grezza. Gli arredamenti sono stati selezionati tra marchi storici e iconici del Made in Italy, tra cui B&B Italia, Cassina, DePadova e Meridiani. Emu, storico marchio italiano di design outdoor, è stato scelto per l’arredamento delle aree esterne del resort dove trovano spazio la piscina e le lounge aperte sul panorama delle Langhe.

Dario Bragaglia

www.casadilanga.it

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