Cesare Cremonini dona le luci del suo palco a Bologna e illumina gli archi del portico di San Luca

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 Il legame che unisce Cesare Cremonini e la città di Bologna è molto stretto, ne sono un esempio le tante canzoni che le ha dedicato, tra cui spiccano 50 Special e Piazza Santo Stefano. Un amore che si rinnova oggi, con l’installazione luminosa ideata dal cantante e Giò Forma per i famosi archi del portico di San Luca – recentemente dichiarati Patrimonio Unesco – e realizzata in occasione della chiusura della prima edizione di Bologna Portici Festival – Heritage meets creativity. La rassegna (che si è svolta dal 13 al 18 giugno) nasce per celebrare i portici, simbolo identitario della città, con interventi artistici site specific e progetti speciali. “Quando il Comune di Bologna mi ha chiesto se volessi sostenere la prima edizione del Bologna Portici Festival, ho subito pensato alle luci e ai colori delle scenografie dei miei tour, perché per tutti noi bolognesi i portici sono il vero e unico palcoscenico della vita quotidiana” ha spiegato Cesare Cremonini in conferenza stampa, “dove rincorriamo i nostri desideri, ritroviamo familiarità con la città e il suo carattere unico al mondo, ci rifugiamo per ricevere una protezione quasi materna alle nostre emozioni più intime (oltre che alle nostre teste quando piove!)”.

 

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IL PORTICO DI SAN LUCA ILLUMINATO CON LE LUCI DONATE DA CESARE CREMONINI

Costruito in epoca rinascimentale per dar riparo dalla pioggia ai pellegrini che si recavano al santuario dedicato alla Vergine, il Porticato di San Luca si annovera tra i più lunghi al mondo contando ben 3796 metri e 666 archi. Un percorso che sale verso il Colle della Guardia, costellato da lapidi, epigrafi, ex voto e 15 cappelle votive mariane che lo rendono un luogo simbolo e identitario per la città di Bologna, nonché un’icona della sua tipica architettura urbana. Data la storia e la vicinanza dell’intera comunità, Cesare Cremonini ha deciso di dare nuova luce (e quindi, nuova vita) a questo luogo avvolgendolo in un’atmosfera magica e inedita con una installazione luminosa, per la quale sono stati dispiegati ben 2km di fibra ottica. A supportare il progetto è stata Intesa Sanpaolo consolidando la collaborazione tra il Gruppo bancario e il cantante e che ha visto la realizzazione di ulteriori iniziative, come Io vorrei: nata con l’obiettivo di migliorare l’inclusione sociale nei quartieri più degradati di alcune tra le principali città italiane, grazie alla riqualificazione delle periferie urbane con murales permanenti realizzati dallo Street Artist Giulio Rosk.

 

Valentina Muzi