Chi sono nuovi talenti all’industria cinematografica italiana?

Tempo di lettura ca.: 2 minuti, 14 secondi


Quando si pensa al cinema o alla serialità televisiva si fa spesso l’errore di concentrarsi solo sulla sua parte artistica, quella che riguarda l’interpretazione e la scrittura di storie, tralasciando il più delle volte il grande, grandissimo sistema che ruota attorno all’entertainment e all’audiovisivo. Un sistema fatto di persone, professionalità che, tutte insieme, costruiscono la fabbrica dei sogni (e anche della realtà). Il cinema è fatto di lavoro, anche artigianale, che va coltivato, ricercato, formato. E se è vero che in questo sistema non è semplicissimo inserirsi o farsi notare, come contraltare positivo (ed in particolare negli ultimi anni!) sono nate concrete opportunità di mentoring e di lavoro: tra queste è Becoming Maestre, che si inserisce al meglio e in modo intelligente e contemporaneo in una necessità del settore.

FESTEGGIANDO LA SECONDA EDIZIONE DI BECOMING MAESTRE

Becoming Maestre, dichiaratamente già dal suo titolo dedicata al talento femminile nel cinema e nella serialità, è sviluppata come parte del Fondo Netflix per la creatività inclusiva. E mentre si festeggiano le quattro giovani professioniste che, dopo aver partecipato alla seconda edizione, sono pronte a ricevere una proposta di lavoro – come assistenti su un film o serie TV italiana in cui Netflix è coinvolta -, si pensa già ad una terza. Ed ora passiamo a loro, alle quattro ragazze che stanno per realizzare il loro sogno lavorativo: si tratta di Rosalia Cecere (Suono), Blanka Nadai (Montaggio), Asia Sbrugnera (Direzione della fotografia) e Zoe Valentini (regia).

LE QUATTRO GIOVANI SCELTE PER BECOMING MAESTRE 2

“Quando ho deciso di candidarmi a Becoming Maestre ero scettica e senza nessuna aspettativa, pensavo: ‘Cosa importa a realtà importanti come Netflix e David di Donatello di noi?’”, racconta Rosalia Cerere. “Oggi posso dire che è stata una delle esperienze più belle che abbia mai fatto, prima di tutto a livello umano: non credevo di trovare l’empatia, la complicità e la forza in un gruppo di 24 ragazze, tutte stupende nella loro unicità, e tutte con quell’entusiasmo così vivo verso la propria passione che stanno trasformando in lavoro, con un potenziale incredibile. La cosa più bella di Becoming è il gruppo e la voglia di prendersi tutto, soprattutto in questo mondo sempre più patriarcale, anche nel cinema dove noi donne siamo state abituate a lottare il triplo per farci rispettare come figure professionali”.

Becoming Maestre, nuove professioniste

BECOMINIG MAESTRE. UN MODO PER CREARE RETE

“Abbiamo potuto incontrare e confrontarci con persone straordinarie del settore, siamo state coccolate con eventi dedicati solo a noi e abbiamo potuto esprimere la nostra creatività con gli esercizi richiesti da questo percorso”, spiega Blanka Nadai. “L’intento di Becoming Maestre, a mio avviso, in primis è aiutare le partecipanti a creare rete tra di loro. Ma per creare una rete reale bisogna costruire legami più forti tra le persone, di amicizia e/o stima, vivendo insieme dei momenti significativi e di tipo diverso, per capire davvero le persone che hai davanti a te. Il percorso di Becoming Maestre è particolare proprio perché offre l’opportunità di vivere momenti di condivisione intensi”.

BECOMING MAESTRE. DONNE SPINTE AD ESPLORARE LA PROPRIA CREATIVITÀ

“Becoming Maestre ha rappresentato per tutte noi uno spazio libero e autentico”, racconta Asia Sbrugnera. “È stato un viaggio inaspettato, ricco di incontri professionali e umani che ci hanno fatto crescere come persone. Inoltre ho incontrato un gruppo favoloso di creative e spero che la nostra conoscenza e collaborazione non si fermerà qua”.
“Condividere questo percorso con altre 23 ragazze, conoscerci e confrontarci è stato davvero importante”, conclude Zoe Valentini. “I mentori ci hanno supportate e spinte ad esplorare la nostra creatività in modo autentico. Ringrazio l’organizzazione che ha creato questo spazio raro e necessario”.

LE PAROLE DELLA PRESIDENTE DELL’ACCADEMIA DEL CINEMA ITALIANO

“Grazie a Netflix Italia che, insieme all’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, ha pensato questo percorso speciale per aprire opportunità concrete per le giovani professioniste dell’audiovisivo”, ha commentato Piera Detassis (giornalista e Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello) sul suo profilo ufficiale di Instagram. “Grazie per l’impegno e la passione ai mentori Francesca Comencini, Ivan Cotroneo, Esmeralda Calabria, Walter Fasano, Daria D’Antonio, Luca Bigazzi, Daniela Bassani, Francesco Tumminello, Gaia Bussolati e Luca Della Grotta, e grazie davvero alle 24 partecipanti che ci hanno regalato l’emozione unica di scoprire un nuovo sguardo nel cinema italiano”.

Margherita Bordino