Dopo il restauro riapre al pubblico Ca’ Rezzonico, il Museo del Settecento Veneziano

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Dopo otto mesi, riapre le sue porte al pubblico Ca’ Rezzonico, storico edificio che si affaccia sul Canal Grande di Venezia e che ospita al suo interno il Museo del Settecento. Durante il periodo di chiusura sono stati effettuati importanti interventi di restauro, oltre a lavori rivolti a rendere l’edificio più efficiente dal punto di vista energetico. In questa occasione, il Museo ha inoltre rimodulato l’esposizione della propria collezione permanente, con opere provenienti dai depositi e da recenti donazioni da parte di privati.

RIAPRE CA’ REZZONICO. I LAVORI DI RESTAURO

Parte dei lavori sono stati destinati alla ristrutturazione del piano terra, rimasto compromesso dall’acqua alta del novembre 2019: in particolare sono stati riqualificati gli ambienti del bookshop, della biglietteria e dei bagni, e sono stati progettati nuovi spazi per la didattica. Questi interventi sono possibili grazie alla donazione di 450mila euro da parte di Coop Italia, erogata attraverso l’ArtBonus; contestualmente l’Amministrazione Comunale e MUVE – come sottolineato da una nota stampa – “hanno deciso di integrare questo generoso finanziamento con mirati interventi”, ovvero quelli illuminotecnici al primo e al terzo piano e la risistemazione di alcune zone del giardino, con aree dedicate ai giochi per i bambini. “Un intervento di restauro molto rapido”, ha sottolineato la presidente della Fondazione MUVE Maria Cristina Gribaudi“durato solo 8 mesi, grazie all’importante donazione di 450mila euro da parte di Coop e di tutte le cooperative di consumatori, erogata attraverso il sistema dell’Art Bonus e al supporto dell’Amministrazione comunale che ha sostenuto il progetto e messo a disposizione del personale”. Successivamente saranno restaurati anche il soffitto del salone da ballo e le facciate laterali, per un investimento di circa due milioni di euro stanziati dal Comune. Durante i lavori, che dureranno oltre un anno, il pubblico potrà fruire degli affreschi attraverso i ponteggi.

LA STORIA DEL MUSEO DI CA’ REZZONICO

La storia del Museo di Ca’ Rezzonico comincia nel 1936, con la sua apertura al pubblico voluta dal Comune di Venezia, che lo aveva acquisito dopo una lunga trattativa dai precedenti proprietari. “Fu comprato per salvarlo da altre destinazioni che ne avrebbero alterato l’impianto urbanistico, conservando il suo splendore e rendendolo accessibile a tutti”, spiega il responsabile della sede museale Alberto Craievich“Per le sue caratteristiche – l’architettura di Longhena e poi di Massari, le sue decorazioni con affreschi del Tiepolo, Crosato, Guarana – era perfetto per ospitare il Museo del Settecento Veneziano, di gran moda in quegli anni per ricordare il tempo felice, quello che tutti sognavano, che nell’era delle macchine veniva vagheggiata come una mitica età dell’oro irrimediabilmente distrutta dalla Rivoluzione francese. Uno spazio emozionale in cui si vedono degli straordinari capolavori immersi nella ricostruzione d’ambiente del Settecento veneziano”.

VENEZIA E LA MANUTENZIONE DEI SUOI PALAZZI

“La manutenzione di Venezia ha bisogno di tante risorse, e devo dire che in questi anni sono stati molti i mecenati che hanno avuto a cuore le sorti della città, offrendo contributi per tutelarla e restaurare il patrimonio artistico che la contraddistingue”, ha sottolineato il sindaco Luigi Brugnaro“Dal 2015 sono arrivati oltre 28 milioni di euro. È un piacere vedere che ci sono imprese private – a cui va il nostro ringraziamento – che continuano a testimoniare un impegno per le future generazioni e spero ce ne siano molte altre che vedano le ricadute sociali positive di questi interventi. Il nostro obiettivo è continuare ad alzare il livello di accoglienza in tutte le realtà culturali cittadine. Stiamo lavorando al restauro di Palazzo Ducale, su Palazzo Correr, sul Museo del Vetro, a Murano. Decine di milioni di euro sono stati investiti a Forte Marghera e ora avvieremo i lavori all’ex emeroteca di via Poerio, al Palaplip, al Museo del Centro Candiani: tre spazi che daremo in gestione alla Fondazione Musei. Una grande nuova scommessa”, conclude il primo cittadino, “questa volta in sinergia con i sindacati e Vela, sarà inoltre la valorizzazione del capannone del Petrolchimico, che diventerà luogo di dibattiti, poesia, musica sempre legati al mondo del lavoro”.

Desirée Maida

https://carezzonico.visitmuve.it/

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