È finalmente tempo di dare una sede al Museo di Scultura Contemporanea di Gubbio?

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Leggo su Artribune che a Gubbio si riprenderà la Biennale di Scultura. La notizia è confortante dato che questa manifestazione negli ultimi decenni è stata altalenante ed è dal 2006 che non si tiene.
Ho avuto l’onore di curare questa Biennale per ben cinque volte e, nel 2006, ho proposto la creazione di un Museo della Scultura Contemporanea, il primo in Italia. Questo si è realizzato avendo un discreto numero di opere ma… È senza sede.

Sculture di Leoncillo Leonardi, Gubbio

Dalla Biennale al Museo della Scultura Contemporanea di Gubbio

Un po’ di storia. Nelle prime edizioni della Biennale c’erano i “premi acquisto”, questi per anni sono stati conservati in magazzino, senza un elenco preciso di che cosa si trattasse, per cui si “favoleggiava” di un “tesoro”. Feci fare un inventario con criteri scientifici e si scoprì che si trattava di un “tesoretto”, poiché tra le tante opere solo alcune erano di effettivo valore, cioè quelle di Getulio AlvianiErcole DreiNino Franchina, Lorenzo Guerrini, Nedda Guidi, Leoncillo, Arnaldo PomodoroFrancesco SomainiEttore Sottsass, Nanni Valentini. Così, partendo da questo nucleo, nelle Biennali successive, chiesi agli artisti di lasciare un’opera: il Museo si arricchì di molti lavori, tra i quali quelli di Albanese, Carrino, Castellani, LeWitt, Lorenzetti, Mainolfi, Uncini. 
Parallelamente si è dato inizio a un parco di sculture nel magnifico Parco Ranghiasci tra le quali collocai quelle di Bonoli, Legnaghi, Magnoni, Mattiacci, Spagnulo, Staccioli.
Purtroppo il museo come struttura muraria non ha visto la luce, limitandosi le Amministrazioni che si sono succedute a tirare fuori dal magazzino, qualche volta, alcune opere e a esporle temporaneamente; mentre le opere all’aperto, senza la minima manutenzione, giacciono neglette e rovinate.

Sculture di Mauro Staccioli, Parco Ranghiasci, Gubbio

Il futuro del Museo della Scultura Contemporanea

È un peccato perché in questa collezione di Gubbio sono presenti scultori tra i più significativi del secondo Novecento e c’era – speriamo che ci sia ancora – la disponibilità di tanti artisti ad arricchire il museo: infatti la Biennale di Scultura di Gubbio – la più antica dopo quella di Venezia – è stata assai apprezzata e amata dagli scultori, per cui grande è il desiderio di far parte del museo.
Se è vero che “spes ultima dea”, forse proprio questa ripresa potrà significare il rilancio del Museo e il restauro delle opere nel Parco Ranghiasci, se non altro per rispetto agli artisti che generosamente hanno donato le opere.
Ci vuole una stretta collaborazione tra Biennale e Museo il quale deve essere di conservazione, di tutela, di catalogazione, di conoscenza, di approfondimento. Ad esso la manifestazione biennale, che deve valorizzare le giovani generazioni, accanto ai Maestri, può fornire periodicamente nuova linfa. 

Giorgio Bonomi

L’articolo “È finalmente tempo di dare una sede al Museo di Scultura Contemporanea di Gubbio?” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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