Il Museo Archeologico di Napoli finisce sul videogioco Minecraft

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Durante il primo Digital Day del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) sono stati presentati ben 26 diversi progetti digitali pensati per la valorizzazione del patrimonio del museo e finanziati dai fondi del Programma Operativo Nazionale (PON) Cultura e Sviluppo. Ci sono visite in realtà virtuale al museo, un’app dedicata al cicloturismo (il MANN ha da poco inaugurato un’apposita area esterna, con anche ricarica per bici elettriche), un gioco per dispositivi vocali Echo (Fuga dal museo) e una videoinstallazione di Pietro Galifi della Bagliva. E MANNCRAFT di TuoMuseo, cioè il  MANN riprodotto nel videogioco Minecraft di Mojang (Microsoft).

MANNCRAFT, LA MAPPA DEL MANN IN MINECRAFT

Installare MANNCRAFT può non essere intuitivo, perché in effetti non è solo una “mappa” e per funzionare si appoggia a una serie di “mod,” modifiche del gioco base. Anche per questo motivo è possibile accedere a MANNCRAFT solo con la versione Java di Minecraft per computer. Per intenderci, non col Minecraft su cui si gioca su console o smartphone. Il modo più semplice è quello di usare CurseForge, un programma che serve per scaricare e gestire le mod. Dopo aver installato CurseForge, basta chiedergli di scaricare MANNCRAFT e si potrà avviare questa mappa, invece che una normale partita. In MANNCRAFT ci troviamo in quella che è stata presentata come una ricostruzione in scala 1:1 del MANN e possiamo vedere riprodotte alcune delle principali opere delle sue collezioni (opere, tra l’altro, spesso non presenti all’interno del MANN fisico, che segue un’aggressiva strategia di prestiti). La mappa ha parti non finite o chiaramente non testate fino in fondo, e anche per questo (se sapete come fare) vi consigliamo di giocare questo pacchetto di mod aggiungendo qualche ulteriore modifica che vi consenta di usare vari trucchi nel gioco, come CheatUtils di Zergatul, perché potreste finire in situazioni da cui è difficile uscire. O almeno, a noi è successo. Più notevoli le riproduzioni della collezione scultorea del MANN: la versione cubettosa del Doriforo è commovente. Curioso però che le cinque statue di bronzo a lungo ritenute “danzatrici” e oggi identificate come “danaidi” (cioè figlie di Danao) siano definite “figli di Danao” nel gioco.

MANNCRAFT ATTIRERÀ PUBBLICO GIOVANE AL MANN?

Più che altro non è chiaro quale sia la finalità di un’iniziativa come MANNCRAFT, o di altri simili progetti sia del MANN, sia di differenti organizzazioni che si propongono di raggiungere un pubblico giovane attraverso strumenti come il videogioco. È facile dire, come fa il MANN, che Minecraft ha “oltre 140 milioni di utenti attivi al mese” e che quindi stare su questo videogioco/piattaforma offre un’enorme visibilità potenziale. Ma la situazione appare un po’ diversa quando per esempio si considera che una mappa come MANNCRAFT va esplicitamente installata su una specifica, e secondaria, versione di Minecraft disponibile solo per computer. Un’iniziativa del genere incoraggia magari la pubblicazione di articoli come questo (obiettivo chiaramente raggiunto), ma l’impressione è che a volte ci si lasci un po’ trascinare dalla troppo spesso sbandierata popolarità del medium videoludico.

Matteo Lupetti

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