Il Museo della Scienza a Roma sarà una grande serra

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“Auguro a Roma e ai vincitori di costruire il museo il più rapidamente possibile”: è questo l’auspicio con cui l’architetto Daniel Libeskind si è congedato dal suo ruolo di presidente della giuria del concorso internazionale per il Museo della Scienza di Roma, vinto oggi dallo studio romano ADAT. Oltre 70 i progetti candidati, ha ricordato il progettista dell’omonima torre milanese che ha condiviso la responsabilità della scelta con i colleghi Benedetta Tagliabue (EMBT studio), Alessandro d’Onofrio, FokkeMoerel (MVRDV) e con l’ingegnere Ernesto Dello Vicario.“Il vincitore è stato selezionato all’unanimità”, ha tenuto a precisare Libeskind, evidenziando nel suo breve intervento video che il progetto introduce “qualcosa di ecologico e sostenibile nel centro di Roma. È un edificio che si auto-regola in molti modi, riguardo alla temperatura e alle condizioni per il pubblico. Ha un concetto molto audace, una tecnologia innovativa, con una forte visione del mondo”. 

Premiazione progetto vincitore al Museo della Scienza

ADAT Studio vince il concorso del Museo della Scienza di Roma 

Incluso in una vasta operazione di riqualificazione urbana sostenuta da CDP Real Asset SGR, all’interno del quartiere Flaminio della Capitale (lo stesso in cui, negli ultimi decenni, sono stati costruiti il Ponte della Musica, l’Auditorium, il MAXXI e dove prenderà forma anche l’espansione denominata Grande MAXXI), il Museo della Scienza sarà l’esito della trasformazione dell’ex Stabilimento Militare Materiali Elettronici e di Precisione. Denominato Science Forest, l’intervento sviluppato da ADAT Studio si caratterizza per la forte dimensione pubblica, definita in sede di proclamazione dall’architetto Antonio Atripaldi (co-fondatore della realtà vincitrice, che ha sede proprio a Roma) la “caratteristica primaria del progetto. Abbiamo cercato di concepire uno spazio in cui natura, scienza e tecnologia potessero dialogare, non solamente da un punto di vista formale o retorico, ma proprio sostanziale. L’idea è quella di creare un grande parco, ovvero di occupare l’area con una quantità di parco uguale a quella della costruzione.” Di conseguenza il futuro Museo della Scienza di Roma disporrà di “un grande parco pubblico, aperto a tutti, al centro, e di un parco sospeso. La progettazione del parco è stata il fulcro del progetto; c’è stata una grande ricerca tecnico-scientifica per definire questa ‘scatola bio-climatica passiva’ in grado di regolare il microclima interno”. Per Andrea Debilio, altro socio di ADAT Studio, con Science Forest, “oltre all’aspetto museale ed espositivo, quello che intendiamo fare è restituire alla città un’area pubblica, affinché venga usufruita da più cittadini possibili. Il progetto prevede una griglia strutturale di legno e acciaio, con capsule sospese pre-assemblate e poi montate in loco”. 

Il progetto vincitore, Science Forest di ADAT Studio

La motivazione della giuria presieduta da Liebeskind 

In termini di“chiarezza del concept di progetto che, a livello urbano, instaura un rapporto interessante con il MAXXI, attraverso un calibrato equilibrio di scala e di linguaggio architettonico, e che, a livello dell’edificio, genera un’atmosfera attraente e fortemente riconoscibile dello spazio museale, si è espressa la giuria nella motivazione. “L’esperienza che il visitatore potrà avere nella grande serra caratterizza il museo in tutte le sue parti, lo rende riconoscibile e invoglia a frequentare il Museo della Scienza anche per scopi non strettamente legati alla visita delle esposizioni. (…) Il museo propone un grande spazio aperto al pubblico, che è contemporaneamente una piazza coperta e uno spazio domestico da frequentare anche durante gli orari di chiusura.” Fra gli altri aspetti salienti dell’opera, la commissione giudicatrice ha inoltre voluto evidenziare che “l’ampia diversificazione tipologica e dimensionale degli spazi espositivi contribuisce alla flessibilità d’uso del museo e alla capacità di adattarsi nel tempo a nuove e diverse esigenze espositive. Le capsule sospese potranno agevolmente accogliere dispositivi per la divulgazione scientifica e tecnologie espositive digitali e immersive.”

Il progetto del Museo della Scienza di Roma 

Scendendo quindi nel dettaglio dell’impianto messo a punto da ADAT, il museo risulta caratterizzato da un podio definito da porzioni dell’edificio esistente (in particolare verrà mantenuta la facciata in muratura) e dalle sovrastanti “capsule”: tali elementi, dotati di geometrie e dimensioni eterogenee, risulteranno collegati tra loro attraverso corridoi in vetro. Il coronamento del nuovo volume verrà affidato a una “teca semi-trasparente aperta per consentire la ventilazione incrociata e l’effetto camino; la copertura, così come il fronte sud della facciata è completamente rivestita da celle fotovoltaiche che garantiscono all’edificio una rilevante produzione di energia elettrica”. Passando quindi alla distribuzione delle funzioni, gli architetti prevedono di concentrare nel “podio” il nuovo parco pubblico, i servizi essenziali (foyer, caffè, bookshop e il ristorante su via Guido Reni, punto informazioni) e una galleria espositiva per allestimenti speciali; alle attività di ricerca e alla direzione del museo verranno quindi destinati gli spazi del mezzanino. Flessibilità e adattabilità contraddistingueranno quindi le aree espositive, distribuiti su più livelli: “al piano terra il corpo sud è dedicato alla galleria on-demand con luce zenitale e spazi dalle diverse proporzioni e altezze; a est ’la stecca’ permette allestimenti flessibili e immersivi con la possibilità di dialogare con lo spazio esterno; al di sopra della quota della struttura si sviluppa la nuova terrazza per le esposizioni all’aperto”.

Science Forest di Adat Studio

A Roma un investimento di circa 75 milioni di euro per il nuovo museo

Oggi mettiamo un punto fermo in una storia di cui si parlava da tanti anni, quella del Museo della Scienza di Roma. Ma adesso dobbiamo continuare a correre”, ha dichiarato Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica, con un diretto riferimento alle fasi che seguiranno l’odierna proclamazione. Si punta infatti a incaricare ADAT Studio della stesura del progetto definitivo per la fine del 2023, così da indire la conferenza dei servizi entro l’estate 2024 e, al termine, procedere all’affidamento del progetto esecutivo e all’indizione della gara di appalto. In questo modo i lavori dovrebbero iniziare entro il 2025, mentre sull’apertura del Museo della Scienza il sindaco Roberto Gualtieri confida nell’inizio del 2027 come traguardo sperato (da cronoprogramma il completamento è fissato entro il 2028). Per la realizzazione dell’opera è stato stanziato un investimento di circa 75 milioni di euro.

Valentina Silvestrini

L’articolo “Il Museo della Scienza a Roma sarà una grande serra” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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