In Sicilia una stamperia e una galleria si fondono. In un palazzo storico

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L’arte del bello, nel bello: così nasce a Scicli, in provincia di Ragusa, il progetto di “laboratorio permanente” Bassi Beneventano, che unisce l’esperienza e le abilità di una delle poche stamperie d’arte presenti in Italia a quelle di una storica galleria di Modica. La nuova realtà, creata dalla stampatrice Loredana Amenta e dal gallerista Giuseppe LoMagno, trova casa in uno spazio prezioso: l’antico Palazzo Beneventano, immobile patrimonio dell’umanità, che apre così all’arte i suoi spazi “bassi” (cioè sotto il piano nobile). Inaugurato il 9 giugno 2023, il nuovo ambiente sarà a tutti gli effetti la nuova casa della stamperia d’arte di Amenta, che realizza ancora oggi – attraverso un complesso processo di presse, acidi, lastre – straordinarie incisioni per artisti italiani come Piero Guccione, Angelo Ruta, Giovanni Robustelli, Giovanni Blanco, Franco Fratantonio, Rosa Cerruto, Giovanni Viola, Domenico Grenci e Carmelo Candiano. Nomi, questi, seguiti in buona parte proprio dalla galleria Lo Magno, che da poco ha compiuto i 30 anni e che d’ora in poi potrà contare anche sul nuovo appoggio nel Palazzo, riprogettato dagli architetti Elisa Lo Castro e Andrea Pluchino, per promuovere gli artisti siciliani.

Bassi Beneventano. Scicli, Ragusa

IL PROGETTO BASSI BENEVENTANO A SCICLI

Bassi Beneventano non vuole essere un “normale” spazio espositivo, bensì un luogo vivo dove i fruitori possano passeggiare in un percorso artistico allestito vedendo allo stesso tempo le varie fasi del laboratorio incisorio dal vivo. I visitatori scopriranno così il faticoso e meticoloso lavoro artigiano dell’incisore, che affianca l’artista nel giungere all’opera finale, osservandone gli strumenti, come le matrici incise, che permettono di comprendere i vari passaggi che portano alla realizzazione dei lavori. Per l’inaugurazione sono state esposte le opere di Sandro Bracchitta, Giuseppe Colombo, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Giuseppe Leone, Rossana Taormina, Giovanni Viola, William Marc Zanghi, a cura della galleria Lo Magno, insieme alle incisioni di Giovanni Robustelli, Giovanni Blanco, Piero Guccione, Rosa Cerruto e alcune incisioni della stessa Loredana. Accanto a questi lavori compaiono anche le cornici artigianali della galleria modicana, storico punto di partenza dell’attività, e delle vere e proprie chicche come una vecchia Albion Press dell’Ottocento per la stampa a caratteri mobili (ancora funzionante).

BASSI BENEVENTANO RACCONTATA DAI SUOI PROTAGONISTI

“È una nuova scommessa che mi sono sentita di intraprendere dopo alcuni anni di attività all’interno della vecchia sede, avviata con non pochi sacrifici”, racconta ad Artribune Loredana Amenta, che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Catania e si è specializzata alla prestigiosa Fondazione Il Bisonte di Firenze. “Forse la vera scommessa sarà quella di far convivere la stamperia d’arte in attività e gli artisti che incidono le proprie opere prima della fase di stampa: del resto è forse anche questa la peculiarità di questa stamperia d’arte, che si collega alla galleria con le opere che ci porta in mostra l’amico Giuseppe Lo Magno, con il quale ho iniziato a lavorare dopo la mia specializzazione”. Tornata a Scicli e avendo aperto un proprio spazio nel centro storico, Amenta ha sentito dopo 13 anni di attività il bisogno di un maggiore confronto con le persone: da qui l’idea di spostarsi in quello che a tutti gli effetti si propone come un “laboratorio sempre in attività. Chi verrà potrà vedere dal vivo i vari passaggi che portano alla realizzazione delle incisioni. In Italia sono ormai pochissime le stamperie al servizio degli artisti e dunque questo spazio diventa quasi come una conchiglia che cela una preziosa perla tutta da scoprire. Ma a scoprirla non saranno solo gli artisti. Con questa doppia formula, stamperia e galleria, lo spazio sarà aperto a tutti: agli artisti, agli appassionati d’arte, ai visitatori, ai turisti. Del resto, prima di essere un lavoro, per me è una passione”. Maturata con alcune difficoltà, scaturite proprio dall’essere tornata in Sicilia: “Non avevo fatto i conti con le variabili geografiche. A Firenze tutte le incisioni venivano perfette. Tornata a Scicli, invece, all’inizio non andava così bene. C’erano aspetti che non avevo tenuto in considerazione come, ad esempio, le temperature che qui in Sicilia sono decisamente diverse da quelle della Toscana. E così anche la chimica, con i giusti tempi degli acidi sulle lastre, ha fatto il suo e, dopo tanti esperimenti, sono riuscita a trovare la quadra”. In quei pochi metri quadri sono però accorsi gli artisti, che “hanno abbracciato l’incisione cercando di salvare l’arte dal digitale che, per carità, io non critico ma certamente non consente di offrire l’artigianalità che invece la stamperia ancora oggi consente con la collegata ricerca della perfezione visto che, tra acquaforte e campiture, occorre incastrare perfettamente le lastre evitando anche qualsiasi piccola imperfezione pur semplicemente millimetrica. Ecco, questo è il bello di una stamperia d’arte”.

Bassi Beneventano. Scicli, Ragusa

Accanto a lei in Bassi Beneventano – la cui identità grafica è stata curata da Angelo Ruta, Sergio Iacono, Marco Lentini e dal team di After Studio – c’è il gallerista Giuseppe Lo Magno, che con la stampatrice è stato attirato nei “bassi del palazzo nobiliare Beneventano, palazzo patrimonio dell’umanità; e vuoi o non vuoi, questo spazio ti affascina, ti strega, ed è quello che successo a me quando Loredana mi ha chiamato per vederlo”, spiega ad Artribune. “In fondo i nostri lavori si incrociano molto e ci portano verso un’unità di intenti che è molto forte. Da qui l’idea di fare la stamperia d’arte e anche la galleria d’arte. Noi, del resto, avevamo tra i nostri obiettivi proprio quello di espanderci in un altro dei centri storici barocchi del Val di Noto. Cercavamo un contenitore che parlasse di Sicilia, e Scicli ci ha dato questa possibilità che abbiamo colto al balzo all’interno di questo affascinante e prestigioso palazzo”.

Giulia Giaume

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