Intervista a Lorenzo Colli. Il giovane artista che riflette sui rapporti umani 

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Lorenzo Colli (Roma, 1998) è un artista emergente italiano che si è diplomato nel 2023 in scultura e nuove tecnologie applicate allo spazio all’Accademia di Belle Arti di Roma; attualmente studia per ottenere il diploma di secondo livello in arti visive all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Colli è danzatore e co-creatore della compagnia Uscite Di Emergenza, dal 2016 al 2018 ha lavorato come assistente tecnico-artistico per numerosi eventi tra cui il Manifesta18 collateral event a Palermo nel 2018. Nel 2022 ha partecipato alla sua prima collettiva dal titolo Nomadic Art Circus curata dalla Fondazione Bertugno-Moulinier di Roma. Con opere che spaziano dalla video-arte all’installazione e alla scultura, Colli ragiona sulle complesse sovrastrutture sociali contemporanee con un focus sull’importanza e le origini della comunicazione. I suoi lavori sono ultra contemporanei, essenziali ma densi. 

Lorenzo Colli

Intervista a Lorenzo Colli

Quando nasce Lorenzo come artista?
Il mio interesse verso la dimensione artistica è qualcosa che porto avanti fin dall’infanzia. Da bambino volevo guardare gli altri disegnare, io lo facevo raramente. Alla scuola materna venivo cacciato spesso fuori dalla classe, non ricordo il motivo, e restavo insieme al bidello forzandolo a disegnare e a ripetere lo stesso motivo più e più volte, arrabbiandomi con lui quando il risultato non era di mio gradimento. Lo stesso vale per tutte le persone che “obbligavo” a disegnare: molto difficilmente trovavo soddisfazione nei disegni degli altri e lo stesso valeva per i miei. Tutt’ora non disegno. 

Che esperienza di studi hai avuto? 
Oltre all’Accademia di Belle Arti, ho studiato danza contemporanea, improvvisazione e teatro danza, lavorando in Italia e in Bolivia come performer e danzatore nella compagnia Uscite Di Emergenza, contribuendo anche alla nascita e fondazione della compagnia stessa. Infine ho studiato sintesi modulare e tutt’ora continuo la mia ricerca legata al suono.

Come descriveresti la tua pratica artistica? Lavori velocemente, o il tuo processo creativo è più lento e riflessivo?
Il mio processo creativo lento, veloce, impulsivo, riflessivo. Ogni progetto è diverso e a sé stante e ha bisogno del tempo e dell’attitudine necessaria. 

Dove lavori? Hai uno spazio-atelier?
Attualmente non ho ancora uno studio, per il tipo di lavoro che svolgo spesso non ne ho bisogno. Ma mi sto attivando per cercarne uno nel prossimo futuro. 

Lorenzo Colli, LIOUY, dettaglio

La pratica artistica secondo Lorenzo Colli

Raccontaci la tua esperienza in campo artistico 
La mia prima esperienza significativa è stata una residenza curata da Giuliana Benassi, presso un ex convento, luogo molto intimo. In quel periodo era appena uscito un documentario di Laura Pausini, che abbiamo avuto il piacere di vedere all’interno della chiesa del monastero: è stato la chiave di volta del mio lavoro sonoro site-specific per la residenza. In quel contesto il mio è stato un progetto di cauta invasione.

Interessante… Raccontaci meglio di questo uso del suono 
Utilizzando la pratica del Field Recording, tecnica utilizzata dai microfonisti in ambito cinematografico, fin dal primo giorno della residenza ho portato con me un microfono – una modalità che può essere talvolta ingombrante e scomoda per gli altri – per registrare tutto ciò che accadeva durante i giorni della nostra permanenza a Caramanico Terme. Poi ho selezionato i file, li ho arrangiati e post-prodotti, per far in modo che ogni traccia scelta si sovrapponesse per incastro e suonasse al meglio, rivelando la mia restituzione più o meno conscia di ciò che la residenza ha significato per me. Cene, passeggiate, dialoghi da film, chiacchierate, confessioni, telefonate. Un mix sonoro che gioca sull’intrusione. 

Ci sono progetti in via di sviluppo? 
Ho vari progetti in cantiere, grazie anche alla collaborazione con la curatrice Benedetta Monti, che mi ha invitato all’edizione di Vacunalia 2023 e a una collettiva che si terrà presso Officine Brandimarte nel 2024. Inoltre sono stato selezionato per la mostra Pccnmc in provincia di Milano e Varese organizzata da Asia Lupo e Antonio Shllaku.

Organicità, corpo, istinto. I tuoi lavori sono eleganti ma allo stesso tempo colpiscono come un pugno allo stomaco. Raccontaci meglio quello che rappresenti
Mi guardo intorno, assorbo, filtro il reale attraverso la mia sensibilità, e cerco di tradurre tutto questo nella mia ricerca utilizzando il processo e il medium più adeguato. Attualmente sto lavorando ad alcuni progetti tramite l’utilizzo della miglior termo-camera attualmente sul mercato, grazie al supporto di Leica, partnership di questa mia ricerca. Tramite un visore termico utilizzato di solito in ambito venatorio, sto cercando di declinare il mio modo di vedere la richiesta di soccorso come mezzo di comunicazione estrema. 

Lorenzo Colli, AB CFM AA AGN (frame)

Temi e fonti di Lorenzo Colli

Da dove prendi ispirazione? La vita, le esperienze? 
Ispirazione è una parola molto pericolosa a mio avviso, come dicevo prima, semplicemente cerco di farmi influenzare da ciò che mi circonda, da ciò che vivo, dal mio bagaglio personale, dalla nostra cultura ed epoca: rimandi, tradizioni e iconografie, input chiave del nostro bagaglio popolare. 

Quando e come decidi che qualcosa va trasformato in opera?
Mi piace fare molta ricerca, mi piace scoprire cose nuove. Il mio intento non è l’eleganza, anzi. Utilizzo degli elementi del quotidiano perché in qualche modo ci appartengono e ci parlano, hanno dei rimandi nella mente di ognuno di noi. Un ulteriore esempio sono i teli da mare, elemento iconico nel nostro immaginario: nel mio lavoro acquisiscono un valore che è in bilico tra l’eleganza e la stravaganza, l’eccessivo e il fuori luogo. 

Un gioco di contrasti, elementi reali ma stridenti… 
Tutti i miei lavori indossano un abito che non è il loro. Ma allo stesso tempo attingono a qualcosa di ancestrale e istintivo nel bagaglio di ciascuno di noi.

Cosa pensi mentre lavori?
Penso a come risolvere al meglio il mio lavoro. Come per il gioco degli scacchi o durante un’operazione per un medico chirurgo, il principio è principio applicabile a ogni tipo di lavoro, sport, disciplina o gioco. Ci sono lunghi periodi di ricerca e studio, momenti in cui non penso ad altro, sono molto concentrato e attento finché non arrivo a una soluzione. Anche se è una menzogna dire che si è arrivati a una soluzione.

Collabori in maniera fissa” con una galleria? 
Attualmente non collaboro con nessuna galleria. 

Cosa pensi del mercato dell’arte e come ti posizioni oggi?
Quando comincio a lavorare a un progetto, non penso alla vendibilità. Faccio l’artista, è il mio lavoro, anche se suona male. Per il momento sto investendo su me stesso. 

Che progetti hai per il futuro? 
Come per i desideri: non si dice o c’è il rischio che non si avverino. 

Qualcosa che nessuno sa di te 
Mi piace la musica dungeon synth e ultimamente mi sto appassionando ai pesci rossi. 

Domanda di rito: Il tuo sogno nel cassetto… 
Me lo sono perso negli anni, forse devo fare ordine nel cassetto. 

Gloria Vergani 

L’articolo “Intervista a Lorenzo Colli. Il giovane artista che riflette sui rapporti umani ” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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