Itinerario in Valdadige. Tra grandi vini e arte contemporanea

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Il territorio compreso tra lo sbocco della Valdadige e gli anfiteatri morenici del lago di Garda ha sempre ricoperto un ruolo strategico nella storia. Di fatto è un’importante linea di confine che segna l’attraversamento delle vie di transito tra il Nord e la discesa verso la pianura Padana. Questo Altopiano della Lessinia risulta fortificato naturalmente dalla morfologia geologica delle rocce e dalle anse del fiume. Seguendo il corso del fiume si imbocca un tratto molto suggestivo della Valdadige, con le pareti a strapiombo che racchiudono la Chiusa di Ceraino, tratto finale della vallata. Lungo la strada si trovano i resti di varie fortificazioni militari austriache. Questo territorio, detto anche Terra dei Forti, contempla oggi un intrigante sistema difensivo di confine facente parte della ‘Linea delle Alpi’. Dall’alto dei forti si ammira un paesaggio unico: dalle cime delle Dolomiti al paesaggio della viticoltura. La vite disegna fortemente le forme dei campi. Geometrie di piantumazione, terrazzamenti, pergole e spalliere, edifici rurali. Una combinazione di forme che raccontano la complessità del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Valdagine. Photo Claudia Zanfi

Itinerario in Valdadige

Lungo questo percorso si arriva alla rinascimentale Villa del Bene, in località Volargne, acquistata nel 1538 dalla famiglia Del Bene, originaria di Rovereto. Grazie alla collocazione sull’antica Strada Tridentina e a pochi metri dal fiume Adige, entrambe importanti vie di comunicazione commerciali fra Trento e Verona, la villa conobbe nel XVI secolo un periodo di grande splendore.
Si accede alla villa attraverso un ingresso monumentale, attribuito all’architetto veronese Michele Sanmicheli. Rilevanti sono gli affreschi cinquecenteschi che decorano il salone e le stanze del piano nobile, opere di illustri maestri veronesi dell’epoca che eseguirono scene di paesaggi, rappresentazioni di carattere religioso, figure di poeti e poetesse. Di grande suggestione è l’affresco che ricopre la scala e la loggia, con pergole di frutta e uva, omaggio alla vocazione agricola e alle coltivazioni del territorio. Villa Del Bene è un complesso monumentale, unica villa veneta di proprietà statale.

Villa del Bene, Valdagine. Photo Claudia Zanfi

La mostra Segni DiVini

Oltre alla visita della magnifica villa e del giardino, gli spazi ospitano mostre temporanee di arte contemporanea. Si è da poco inaugurata la collettiva ‘Segni DiVini’, con oltre 30 artisti internazionali in dialogo con il territorio dei produttori di vini. Le opere, provenienti dalla collezione di LOME (Lorenzo Menguzzato), in prevalenza grafiche, incisioni e fotografie, presentano noti autori quali Beuys, Christo, Penck, Ben Vautier. Una sezione consistente è dedicata ai movimenti dell’avanguardia artistica italiana degli anni ’50 e’60, con le ricerche geometrico-percettive di autori quali Dadamaino, Crippa, Chiari, Lora Totino, Turcato, Dova, Dorazio e molti altri. Inoltre, l’ultimo piano dell’edificio ospita una serie di opere di artisti veneti sul tema della condizione della donna nella società contemporanea.

La Valdadige sportiva

Tra arte, paesaggi e architetture, lungo le rive della Valdadige è possibile percorrere vari sentieri ciclabili o scendere il fiume in kayak. La pedalata di 98 chilometri lungo la valle, che collega la provincia di Bolzano a quella di Verona, è di fatto la ciclovia più lunga di tutta la rete ciclabile trentina, ricca di paesaggi che raccontano la storia antica di una terra di confine.

Claudia Zanfi

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