Koons condannato per contraffazione della fotografia di Bauret: l’opinione dell’avvocato

Tempo di lettura ca.: 47 secondi


La Corte di Appello di Parigi ha recentemente (e sostanzialmente) confermato la sentenza emessa dal Tribunal de Grande Instance di Parigi (decisione del 9 marzo 2017; commentata su Artribune qui) in favore degli eredi del fotografo francese Jean-François Bauret (1932-2014) ribadendo così che la scultura di porcellana denominata “Naked”, realizzata da Koons nel 1988 e appartenente alla serie “Banality”, costituisce una violazione dei diritti d’autore sulla fotografia scattata da Bauret nel 1970 e conosciuta come “Enfants” (decisione n. 152 del 17 dicembre 2019).

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

La Corte parigina, infatti, ha respinto le eccezioni sollevate in appello e ha riaffermato che la fotografia è meritevole di tutela autoriale, in quanto rivela un nuovo concetto di nudo, crudo e privo di qualsiasi connotazione sessuale, tale da rivelare la personalità dell’autore, e che la scultura di Koons ha effettivamente incorporato le “caratteristiche essenziali” dell’opera di Bauret che ne costituivano il carattere originale. Per i giudici anche l’asserita libertà di espressione artistica non avrebbe potuto scriminare l’illecito, in quanto non è possibile invocare diritti e libertà fondamentali o una sorta di “fair use” per un’opera dell’ingegno per ostacolare l’applicazione dei diritti esclusivi dell’autore, e la riproduzione non avrebbe potuto nemmeno essere considerata una parodia perché, in tal caso, avrebbe dovuto evocare un’opera esistente pur essendo notevolmente diversa da essa e “présenter un caractère humoristique, faire oeuvre de raillerie ou provoquer le rire” (“presentare un carattere umoristico, prendere in giro o provocare risate”), circostanze non ravvisate nel caso in questione.

-Gilberto Cavagna di Gualdana