La curatrice Caterina Angelucci racconta cosa significa curare una residenza d’artista

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Il mio percorso è andato delineandosi attraverso esperienze differenti. Dopo essermi laureata in Lettere Moderne ho proseguito gli studi in Archeologia e Storia dell’Arte, specializzandomi però in arte contemporanea con una tesi di ricerca sulle residenze d’artista. A settembre 2021 ho preso parte al progetto Endless Residency, assegnatario del grant Italian Council X edizione: si tratta di un osservatorio sulla mobilità artistica e piattaforma di scambio tra artisti e art workers avviato da Giulio Verago e Silvia Conta. Nella seconda metà del 2023, gli esiti di entrambe le ricerche troveranno voce in un’unica pubblicazione. 

Ludovico Orombelli, Ribaltamento (Cielo), 2022, 48m2, fresco, Tagli, ArtNoble Gallery, Milano. Photo Emanuele Sosio

Le zone franche dell’arte

Il tema della mobilità e conseguente dislocazione della pratica è stato, negli ultimi anni, il centro della mia ricerca. Lo studio teorico, infatti, si è accompagnato a quello pratico, come organizzatrice e curatrice della residenza Lido La Fortuna, promossa dall’associazione Lido Contemporaneo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Beni Culturali del Comune di Fano (Marche, PU), quest’anno alla sua terza edizione. Le residenze d’artista sono momenti essenziali nella crescita professionale e umana di un artista, ma anche di un curatore, perché costituiscono “zone franche” di sperimentazione, occasioni libere di scambio, incontri e confronti che incoraggiano all’assunzione di rischi, fuori dalle mode politiche e sociali appartenenti ai grandi centri dell’industria creativa. In questo modo la pratica artistica si mette a servizio di una visione più ampia, non solo culturale: legandosi alla comunità ospitante, si realizza un tipo di comunicazione alternativa, che può durare anche oltre il periodo di permanenza in un determinato luogo. 
Idealmente ci sono due direttrici che vanno intersecandosi, una che coinvolge gli addetti al settore e l’altra il territorio ospitante; nel punto del loro incontro si realizzano le condizioni ideali per una residenza.

Il lavoro di Martinucci e Orombelli

Grazie a questa attività di ricerca ho avuto modo di conoscere e seguire il lavoro di Andrea Martinucci (Roma, 1991), in residenza nella seconda edizione di Lido La Fortuna, e Ludovico Orombelli (Como, 1996), con cui vorrei presto lavorare. Due artisti molto differenti ma con un medesimo approccio “viscerale” nei confronti della pratica pittorica, vissuta attraverso processi di creazione tradizionali, come la tecnica rinascimentale dello spolvero nell’opera Dispersione (Panoramica) per Orombelli; l’utilizzo di oggetti quotidiani, come i soggetti di Martinucci (che vengono lacerati, frammentati e ricomposti in nuove forme), tra storia personale e storie collettive in Mille e mille volti; e, infine, la collocazione in ambientazioni sospese e generate dal subconscio in Martinucci (Mezzanotte) e illusionistiche e rarefatte in Orombelli (Ribaltamento, cielo), tra installazione e intervento site-specific. Il primo volto a materializzare, attraverso le pieghe sulla tela e le stratificazioni di colore, la soggettività e la parzialità dei ricordi; l’altro, in bilico tra una dimensione poetica e un approccio più mentale e linguistico, teso a indagare il rapporto tra l’osservatore e l’oggetto osservato. 

BIO

Curatrice indipendente, laureata in Archeologia e Storia dell’arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da settembre 2021 fa parte del team di ricerca di Endless Residency e cura e organizza la residenza per artisti Lido La Fortuna (Associazione Lido Contemporaneo, Fano, PU). Dal 2018 si occupa per ArtsLife di contenuti e approfondimenti per la sezione Arte e sviluppo marketing

A cura di Dario Moalli

L’articolo “La curatrice Caterina Angelucci racconta cosa significa curare una residenza d’artista” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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