La fiera Flashback Torino cambia di nuovo sede e diventa hub culturale immerso nel verde

Tempo di lettura ca.: 2 minuti, 42 secondi


Dopo un solo anno la fortunata fiera torinese dedicata all’arte antica&moderna Flashback cambia di nuovo sede: abbandona la Caserma di via Asti a Torino per una nuova location. Si tratta di un importante spazio nel quartiere di Borgo Crimea, sempre in pre-collina, che non solo accoglierà la decima edizione della fiera di arte antica e moderna, in programma dal 3 al 6 novembre, ma darà anche l’avvio a un nuovo progetto: Flashback Habitat, un grande hub culturale che dà il nome a questa sede, nata da un accordo che l’Associazione Flashback ha stipulato con il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti in convenzione con il Comune di Torino con l’obiettivo di ridare vita a un polo immobiliare cittadino in disuso. Il tutto mentre continua a crescere il progetto artistico Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, dedicato quest’anno alla scena artistica islandese.

Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee

LA NUOVA SEDE DI FLASHBACK: IL PROGETTO FLASHBACK HABITAT

Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee è dunque il progetto che dà il nome alla nuova sede delle attività dell’Associazione Flashback: 20mila mq di spazio attualmente in disuso, dato in concessione da Cassa Depositi e Prestiti all’Associazione e immerso in una grande area verde, dove un tempo i quattro edifici coinvolti, nel corso degli anni, hanno ospitato l’Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità (IPI) e successivamente la sede della Provincia di Torino. Un complesso enorme inserito in Borgo Crimea, un quartiere nato con un’anima duplice, da un lato la collina dall’altro il Po, da un lato le proprietà nobiliari dall’altro l’attività dei lavandai, dove la natura impera e che la creazione di Habitat intende disciplinare, innescando un processo di rigenerazione urbana nel segno dell’arte.

Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee

FLASHBACK HABITAT: LA DIREZIONE ARTISTICA DI ALESSANDRO BULGINI

Il tutto con la direzione artistica di Alessandro Bulgini – “Il progetto concretizza l’intento già sviluppato di far entrare l’arte nella quotidianità di ciascuno di noi e di ridare vita a quanto è stato dimenticato, trascurato, siano esse opere, luoghi o persone”, spiega Bulgini che con il suo Artista di Quartiere, the District Artist (AdQ) e il suo ultradecennale progetto Opera Viva, nato nel quartiere di Barriera di Milano a Torino, è entrato a far parte degli eventi sviluppati da Flashback durante i mesi che precedono la fiera sotto il nome di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto. E questa nuova responsabilità ne rappresenta una naturale evoluzione. “L’idea di base dell’hub è di ospitare progetti che possano spaziare tra le arti contemplando l’interazione tra le culture, uno spazio sia espositivo che di formazione con studi, laboratori, sale di consultazione e di produzione”, continua l’artista: “attraverso la multidisciplinarietà, si crea un luogo dove fruire dei contenuti, crearne e imparare, dove incontrarsi, discutere e far vibrare energie creative, anche dedicando un’area all’incontro, alla ristorazione e all’acquisto e consultazione di libri”.

Ginevra Pucci e Stefania Poddighe

FLASHBACK HABITAT: ATTIVITÀ NEL CORSO DI TUTTO L’ANNO

Un po’ sul modello della concittadina Paratissima, da qualche anno trasformatasi in factory e hub culturale, Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee diventerà un luogo in cui sviluppare un percorso legato all’arte in senso più ampio, un nuovo punto di riferimento per la comunità che si realizza nel corso di tutto l’anno: da evento fieristico di pochi giorni, il progetto si espande in un insieme organico di attività dedicate all’arte, dai Flashback Special Projects, che si svolgono durante tutto l’anno, alla Flashback Art Fair diretta e fondata da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe per tentare di connettere in profondità zone temporali diverse: l’antico, il moderno e il contemporaneo nel suo farsi.

L’EVOLUZIONE DI OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, IL MANIFESTO

Infine, l’evoluzione di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto il progetto di arte urbana ideato da Alessandro Bulgini che, dopo la curatela del critico e storico dell’arte Christian Caliandro, vede da quest’anno come curatore Jón Gnarr, affermato artista e ex sindaco di Reykjavík. Nel programma dell’associazione Flashback, da sempre dedicato a ciò che è trascurato, nello specifico le periferie, questo format espositivo, nel corso degli anni ha portato a Torino più di 40 artisti internazionali, interpreti dello spazio pubblico di 6×3 metri che campeggia in Barriera di Milano. Per l’edizione del 2022, Gnarr ha associato il suo significativo lavoro a quello di sei artisti del panorama contemporaneo islandese per creare un’opera corale. Dopo il fumettista Hugleikur Dagsson, la fotografia di Snorri Ásmundsson, le opere dgli artisti Libia Castro e Ólafur Ólafsson, il mese di agosto vedrà protagonista Elsa Yeoman nota per porre il cibo al centro della sua indagine. Il quinto artista sarà Shoplifter (Hrafnhildur Arnardóttir) con il manifesto Fuzzy Smile, dove sottolinea come ogni giorno usiamo emoji e smiley per esprimerci in vece delle parole. Il progetto proseguirà ai primi di ottobre con un’opera dello stesso Jón Gnarr e si concluderà alla fine di ottobre con un’opera di Alessandro Bulgini.

– Claudia Giraud

Acquista qui il libro “The Outlaw (English Edition)” di Jón Gnarr

https://www.flashback.to.it/