La mostra senza titolo di Mimmo Paladino sul Lago Maggiore

Tempo di lettura ca.: 1 minuti, 46 secondi


A Cannobio, sul Lago Maggiore, immersi tra architettura e paesaggio in un percorso suggestivo che coinvolge il visitatore tra interno, esterno e viceversa, la grande mostra di Mimmo Paladino (Paduli, 1948), a cura di Lorenzo Madaro e allestita a Palazzo Parasi, sede della Regione Piemonte, presenta una raccolta ragionata di oltre quindici anni di attività del maestro beneventano. 

La mostra Non avrà titolo di Mimmo Paladino

L’emblematica operazione espositiva intitolata Non avrà titolorimanda a una delle opere più iconiche dell’artista datata 1986, ed è proprio da questo momento che per la mostra si riprendono i dettami di una ricerca che spazia tra presente e futuro in una visione materica, artistica e filologica carica di continue riflessioni e trasformazioni, che ripensano la pittura in maniera continuamente evocativa. 
Ai piani superiori dell’antico palazzo della Regione (risalente al XIII secolo e affiancato della Torre Comunale del XII secolo), sono destinate due aree espositive che dialogano armonicamente con le caratteristiche capriate; in questo ambiente, sospeso tra passato e modernità, emergono dipinti di grande e medio formato, opere pittoriche di una particolare cifra stilistica e filosofica che Paladino traccia nel corso della sua lunga attività artistica. 

Mimmo Paladino, Non avrà titolo, installation view at Palazzo Parasi, Cannobio, 2023

Mimmo Paladino: dialogo tra antico e contemporaneo

Emerge in questa ampia esposizione un segno unico e un personalissimo linguaggio che con grande forza sintetica diviene il legante fondamentale tra la storia dell’arte antica e quella contemporanea. Scrive Lorenzo Madaro nel saggio critico dedicato alla mostra: “Contemporaneo e arcaico, insieme. Mimmo Paladino ha dimostrato nel proprio lavoro la forza specifica di questo binomio. Sarà che viene da una terra in cui le contraddizioni hanno sempre generato una inesausta energia e per una capacità tutta sua di saper dialogare con ciò che è apparentemente altro da sé, […]. Quello di Mimmo Paladino è un mondo enorme, impossibile da categorizzare, perché è un pensatore per immagini, proprio come certi poeti che ha frequentato, magari anche soltanto con la propria fantasia, perché l’altra caratteristica che gli è propria è la capacità di dialogare anche con cronologie lontane dalla contemporaneità, finanche quando si tratta di fonti letterarie. Ma non poteva essere così per un artista che negli anni Duemila ha utilizzato, ancora una volta, il fondo oro, richiamandosi a Masaccio e a tutta la tradizione pittorica italiana del Due e Trecento. Mediterraneo e popolare, insieme. Mimmo Paladino ha incluso nel suo lavoro la complessità di un mondo ancestrale e insieme popolare”.

Mimmo Paladino, Non avrà titolo, installation view at Palazzo Parasi, Cannobio, 2023

Il Cavallo di Mimmo Paladino

Subito poco fuori Palazzo Parasi l’imponente Cavallo di Paladino ridisegna in toni immaginifici e mitologici il paesaggio naturale, una scultura rigorosa ed elegante che osserva silente l’altra sponda. 
“Il cavallo Senza titolo” continua Madaro, “ci indica che la storia e la storia dell’arte sono spazi dilatati di pensiero, echi che sussultano nelle nostre vite in un tempo inatteso. Il cavallo per Paladino è parte di un intimo alfabeto visivo che elabora e ricompone da lunghi anni nei propri percorsi nella scultura. Scarno, essenziale nelle sue forme che rimangono in ogni caso mediterranee, il cavallo di Paladino sarà un baluardo da osservare, una sorta di nuova meridiana che potrà scandire i passi e il tempo di chi sarà in transito in quell’area della città”.

Giuseppe Amedeo Arnesano 

L’articolo “La mostra senza titolo di Mimmo Paladino sul Lago Maggiore” è apparso per la prima volta su Artribune®.

​