La tecnologia secondo Valentina Vetturi. La mostra a Bari

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I cavi sottomarini a fibre ottiche che allacciano i continenti permettono alla rete di funzionare e alle persone di connettersi, sono affidabili e performanti, viaggiano sotto i mari e gli oceani. Non vedendoli, è difficile immaginarli nel loro poderoso ingombro. Se emergessero, potremmo constatarne la vigorosa consistenza, la stratificazione, l’addensamento in robusti gangli e il conseguente diramarsi in snodi simili a un gigantesco sistema di connessioni neuronali. Valentina Vetturi (Bari, 1979) ne fornisce un orrifico assaggio nell’installazione dal titolo Tails, curata da Silvia Franceschini e ospitata, a Bari, nello Spazio Murat. Si configura come un paesaggio performativo appositamente concepito per il contenitore, totalmente occupato da intrecci di cartapesta che rendono complicato il transito, modificano la percezione dell’ambiente anche quando lo si fruisce nelle sedute accomodate tra il groviglio dei cablaggi, a pochi passi dal mare dal quale potrebbero affiorare. 

La mostra di Valentina Vetturi a Bari

È un’emersione che ci permette di visualizzare in scala 1:2000 la materialità dell’infrastruttura globale del web, – specifica l’artista- una tra le più grandi mai realizzate dall’uomo che consente ai cloud di esistere, ai dati di circolare, agli algoritmi di lavorare”.
Per disegnare la pianta della scultura, Vetturi ha utilizzato un software Open AI, di “agency without intelligence”, secondo la definizione di intelligenza artificiale di Luciano Floridi, con un “prompt” che chiedeva di elaborare un paesaggio rizomatico, vascolare, in cartapesta. Un materiale sottolinea, già oggetto di precedenti lavori: “La cartapesta, alle cui proprietà di trasformazione avevo dedicato un video, La carta ricorda, nel 2020, è un’altra scelta cruciale in questo lavoro. Un materiale completamente analogico, sostenibile, fatto di carta, acqua e farina, che ha la caratteristica di asciugarsi in una forma e perderne la memoria se immersa nell’acqua.
E’ così che l’infrastruttura sottomarina che permette la creazione di memorie permanenti digitali dialoga con la fragile temporaneità della (memoria) della cartapesta
”.

Valentina Vetturi, Tails, paesaggio performativo, installation view at Spazio Murat, Bari, 2023. Photo Spore.media

Tecnologia e web nelle opere di Valentina Vetturi

Al centro di Tails – acronimo di “The Amnesic Incognito Live”, dal nome del software usato per eliminare il tracciamento dei passaggi on line e off line – il lato materiale del web, la sua letterale pesantezza, come segnala, nel suo Inferno Artificiale, il giornalista francese Guillaume Pitron. Si parla di volumi misurabili in tonnellate, per una lunghezza complessiva di 1.4 milioni di chilometri che producono calore e pertanto si rendono responsabili anche del cambiamento climatico. Questioni su cui l’artista riflette da qualche anno, consapevole che la tecnologia resta opaca, soverchiante se non comprendiamo il funzionamento e il pensiero che la orienta.  Da un suo lavoro del 2016, In the corridor of cyber space, giungono infatti le frasi montate nell’ambiente sonoro da Roberto Matarrese con ronzii di api. “Sono frammenti estratti da un materiale cui attingo, che rielaboro e trasformo dal 2016, un libro che ho dedicato alla Cypherpunk Mailing List (1991/2000 ca), uno dei primi e più importanti forum del web”.  Vi parteciparono scienziati e attivisti, c’era anche Julian Assange, per affrontare temi quali la privacy, la moneta digitale, la criptazione che ora risultano imprescindibili in un quadro geopolitico instabile, anche se, avverte lucidamente Vetturi: “non credo sia necessario demonizzare la tecnologia o il web, sono delle incredibili risorse. Guillaume Pitron apre il suo libro, che è stato fonte di ispirazione per questo lavoro, con una citazione di Hawking: ‘Il nostro futuro è una gara tra il crescente potere della tecnologia e la saggezza con cui la usiamo’”.

Marilena Di Tursi

L’articolo “La tecnologia secondo Valentina Vetturi. La mostra a Bari” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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