Le fotografie di Max Vadukul al MAXXI di Roma

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Il MAXXI di Roma espone, fino al 19 maggio 2024, Through her eyes. Timeless strength, il progetto fotografico di Max Vadukul, inteso come un viaggio attraverso l’universo femminile. Qui la “forza senza tempo” ruota magistralmente attorno a un’unica donna, la camaleontica musa Ludmilla Voronkina Bozzetti, con 40 scatti di grandi dimensioni che ne interpretano una narrativa personale. Le fotografie, proposte unicamente in bianco e nero, combinano una insolita dinamica spontaneità, privilegiando una tecnica raffinata. Nei toni del bianco e nero si riflettono momenti di speranza e disperazione, allegria e divertimento, seduzione e castità senza la distrazione dei colori. Perché si sa che, mentre con il colore si dichiara, nel bianco e nero si nutre l’immaginazione dello spettatore.

Max Vadukul

Max Vadukul le donne le ha sempre ritratte, partendo dai reportage artistici ai servizi di moda per grandi stilisti. Nato a Nairobi, trasferitosi a Londra e vissuto tra Parigi, New York e Milano, ha immortalato grandi personalità come Madre Teresa e Aretha Franklin riuscendo sempre a carpirne l’essenza. Il suo inconfondibile stile fatto di luci e ombre, movimento e staticità, energia e spontaneità, offre, in questo progetto, una rappresentazione dell’universo femminile in rapporto con il suo mondo interiore. Un vero tributo alle donne, uniche e per tanto diverse tra loro. Nella mostra Through her eyes. Timeless strength però, ne immortala solo una: Ludmilla Voronkina Bozzetti la modella che letteralmente lo stregò nel 2021, conosciuta durante un servizio di moda. «Lei era diversa, davvero diversa. Aveva una storia ed un passato… » afferma il fotografo in ricordo di quel momento. Per il progetto fotografico Nicoletta Santoro, moglie dell’artista, in chiave cinematografica ha curato, inventato ed allestito gli ambienti di Villa Gattoni a Lodi, dando uno sfondo indispensabile per contestualizzare epoche diverse per donne diverse.

Ludmilla Voronkina Bozzetti appare negli scatti del fotografo, diva di Hollywood consapevole del lato umano troppo spesso offuscato dai lustrini, o con un cappellino di paglia in ricordo di Vivian Meier dal profilo severo ma che trasmette arguzia, sorpresa e umanità discreta come la nota fotografa. O ancora urlante in una cucina dalle pentole di rame, forte nella sua domestica semplicità. La musa viene ritratta seduta su un’avvolgente poltrona di cuoio con caschetto nero, occhi penetranti e sigaretta in mano. Folgorante il trittico in cui la modella appare avvolta da un’atmosfere degli anni ’60, deducibili dal suo abbigliamento e dalla particolare acconciatura cotonata. Ad ogni scatto cambia umore, espressione ed intensità, dando ancora una volta la consapevolezza dell’inafferrabile intricato intraducibile mondo femminile. Sempre e comunque, sono donne soavi ed inebrianti, fiere e delicate che non cedono mai di fronte alle avversità. Max Vadukul con Through Her Eys. Timeless Strengh riesce a raccontare tante donne attraverso un’unica figura, un caleidoscopio variegato che ne scompone la luce in numerose rifrazioni.

Max Vadukul
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