Museo dei bronzi di San Casciano: lo Stato acquista il palazzo che lo ospiterà nel borgo toscano

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L’estate scorsa, all’inizio di agosto, il ritrovamento a San Casciano dei Bagni di uno straordinario gruppo di bronzi etruschi entrava di diritto tra le scoperte archeologiche più significative degli ultimi decenni (in Italia e nel mondo). Pochi mesi più tardi si definivano con più precisione i contorni dell’eccezionale rinvenimento presso il sito archeologico in provincia di Siena: oltre venti statue in bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto legati all’attività del santuario su cui gli archeologi sono al lavoro da anni, cinquemila monete e altri oggetti. Subito, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, allora da poco entrato in carica, si pronunciava sulla necessità di assicurare una degna collocazione museale al tesoro di San Casciano, sostenuto dall’autorizzazione del Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, all’acquisto del palazzo cinquecentesco che presso il borgo senese avrebbe potuto accogliere le meraviglie restituite dal Bagno Grande: “Un nuovo museo al quale si aggiungerà in futuro un vero e proprio parco archeologico”, specificava Osanna.

I bronzi etruschi di San Casciano dei Bagni

IL PALAZZO CHE SARÀ SEDE DEL MUSEO DEI BRONZI DI SAN CASCIANO

Un impegno che si concretizza con la firma del rogito, in data 19 giugno 2023, per l’acquisizione da parte dello Stato del Palazzo dell’Arcipretura di San Casciano dei Bagni, che sarà dunque sede del museo che ospiterà i bronzi e gli altri reperti provenienti dallo scavo del Bagno grande e dalle ricognizioni archeologiche del territorio. “Sono molto felice di questa acquisizione che permetterà la realizzazione del Museo dei bronzi di San Casciano. Si tratta di opere straordinarie legate all’incontro tra due mondi, quello etrusco e quello romano”, ha sottolineato Sangiuliano, intervenendo all’evento indetto per ufficializzare l’acquisto dell’edificio. Con lui anche il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, ugualmente soddisfatto della promessa mantenuta in tempi brevi: “Un luogo che diventerà un faro per la cultura italiana in tutto il mondo. Queste iniziative sono importantissime anche come volano di sviluppo sociale ed economico di tutto il nostro territorio”. Proprio la Curia ha venduto allo Stato l’edificio storico – una struttura di circa 500 metri quadrati, suddivisa su tre piani fuori terra e un grande seminterrato – per 650mila euro. Presto partiranno i lavori di ristrutturazione, con l’obiettivo di aprire il prima possibile le prime sale: “Niente di già visto” spiega Osanna “quello di San Casciano sarà un museo contemporaneo, con un’esposizione dei reperti sempre fluida e in divenire”.

I BRONZI DI SAN CASCIANO IN MOSTRA A ROMA

Nel frattempo, i bronzi saranno protagonisti a Roma, presso il Palazzo del Quirinale, per la mostra Gli dèi ritornano. I bronzi di San Casciano, dal 23 giugno al 25 luglio e, nuovamente in autunno, dal 2 settembre al 29 ottobre (le prenotazioni online per le visite sono già aperte sul sito del Quirinale, il prezzo del biglietto è simbolico: 1,50 euro). Prima esposizione pubblica per il tesoro di San Casciano, in attesa che inizino i lavori per il nuovo museo.

Livia Montagnoli

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