Nasce OCA Oasy Contemporary Art. Una galleria e parco d’arte sull’Appennino Pistoiese

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Sull’Appennino Pistoiese, sopra al paese di San Marcello Piteglio, l’Oasi Dynamo è nata dal recupero di una vecchia riserva privata di caccia della famiglia Orlando, grazie all’interessamento del WWF: oltre mille ettari estesi sulla montagna pistoiese (fino a 1.100 metri d’altitudine) che dal 2006 sono territorio protetto per favorire la biodiversità faunistica e botanica locale, senza per questo sacrificare le pratiche agricole tradizionali e l’ospitalità, secondo un approccio votato al turismo sostenibile e alla divulgazione di una cultura rispettosa dell’ambiente. Dal 2007, parte dell’Oasi ospita anche il Dynamo Camp, onlus all’avanguardia impegnata nella terapia ricreativa (anche attraverso l’arte). Ma nell’estate 2022 la riserva naturalistica ha scelto anche di avviare una rassegna volta a indagare il rapporto tra uomo e natura, che quest’anno, fino al mese di agosto, si ripete con una seconda edizione che alterna talk, concerti e visite guidate.

Oasi Dynamo © Andrea Alfieri

OCA OASY CONTEMPORARY ART. IL PROGETTO

E sempre all’interno dell’Oasi, promotrice del progetto in questione, di recente è stata inaugurata OCA Oasy Contemporary Art, un luogo dedicato all’arte contemporanea immerso nel verde, ricavato all’interno di un’ex stalla per le mucche, su un pianoro soleggiato che guarda sulle montagne circostanti, sotto la direzione artistica di Emanuele Montebeller. Il legame intrinseco della galleria con il contesto è chiaro sin dal primo impatto: per raggiungerla, dopo aver lasciato la macchina a Piteglio, si percorre un sentiero nel bosco tra i castagni, che in circa 45 minuti conduce a destinazione. E l’arte si manifesta già lungo il percorso. L’obiettivo del progetto è infatti quello di dimostrare che proteggere la natura non significa proibirne la fruizione, ma viverla secondo la cultura del rispetto e della conoscenza: gli artisti – il loro punto di vista – possono aiutare a veicolare il messaggio. Dunque in armonia con il territorio della riserva, Montibeller propone un percorso esperienziale nella natura, agevolando la fruizione del paesaggio grazie a mostre e installazioni ambientali, a partire dall’intervento dell’artista svedese David Svensson (1973) e dalla mostra fotografica di Massimo Vitali (Como, 1944).

Massimo Vitali, Ponte Sospeso

GLI ARTISTI CHE INAUGURANO OCA: SVENSSON E VITALI

Home of the World, come si intitola l’installazione di Svensson, si snoda per alcune centinaia di metri, lungo la curva della collina, componendo un collage di bandiere da tutto il mondo, decostruite e ricomposte in modo casuale, con l’idea di affievolire le rivendicazioni nazionaliste solitamente associate al ruolo della bandiera, aprendo alla contaminazione che è proprio del mondo naturale, privo di confini e delle convenzioni annotate sulle mappe create dall’uomo. All’interno del neonato spazio espositivo, invece, La Grande Oasi è la mostra di Vitali, curata da Giovanna Calvenzi: il progetto realizzato dal fotografo comasco per OCA ha coinvolto sette paesi del territorio e i suoi abitanti, con l’obiettivo di realizzare un “ritratto collettivo” sul modo di abitare il luogo, nel suo passaggio da località di produzione a località di servizi. Mostra e installazione si visitano fino al prossimo 5 novembre, dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 17 (il biglietto, 12 euro, si acquista solo online). Anno dopo anno, il progetto darà vita, secondo gli auspici degli organizzatori, a un grande parco d’arte in quota: ogni stagione, OCA proporrà una nuova mostra nello spazio-museo e una nuova installazione nel verde, che poi resterà nell’oasi, come patrimonio permanente del parco. Tra i nomi già coinvolti per il futuro, gli architetti Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Kengo Kuma e Matteo Thun, l’artista Edoardo Tresoldi, la poetessa Mariangela Gualtieri. Sulla fotografia si concentra, invece, il progetto triennale curato da Calvenzi, che dopo Vitali vedrà ospiti Joan Fontcuberta e Thomas Struth. E Diletta Cancellato curerà la realizzazione di installazioni tessili, sfidando designer, stilisti e artisti a trovare nuove soluzioni che possano nutrire gli ecosistemi. Il centro sarà dunque luogo di esposizione, riflessione e dialogo, promuovendo anche incontri con scienziati, filosofi, artisti, architetti, antropologi, poeti e scrittori.

Livia Montagnoli

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