Per due giorni i musei di Bologna diventano spazi dove ascoltare suoni e musiche

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Ripensare l’esperienza museale attraverso la musica. È l’obiettivo del progetto Art Beats, che coinvolgerà i musei della città di Bologna il 16 e 17 settembre 2023. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Settore Musei Civici di Bologna e da AEB Industriale, azienda fondata proprio a Bologna nel 1973, che fornisce impianti di sonorizzazione per i più importanti concerti del mondo e perfino per il Festival di Sanremo. Realtà che con questa partnership festeggia il suo cinquantesimo anniversario. L’idea? Creare un’esperienza sonora e immersiva che potesse coinvolgere i visitatori dei musei bolognesi.

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Arte e musica. Il progetto Art Beats a Bologna 

Il progetto vede coinvolte sette sedi museali della città, selezionate tra le sei aree disciplinari in cui si articola il Settore Musei Civici. I luoghi coinvolti sono il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico Medievale, le Collezioni Comunali d’Arte, il MAMbo, il Museo internazionale e Biblioteca della musica, il Museo del Patrimonio Industriale e il Museo civico del Risorgimento. Ogni spazio, nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 settembre sarà a ingresso gratuito, e inviterà il pubblico all’ascolto di sette installazioni sonore commissionate da AEB e realizzate da compositori e musicisti della scena artistica bolognese. Ogni opera sonora sarà ispirata alle collezioni del museo associato; per il Museo internazionale e Biblioteca della musica sarà Beatrice Antolini (Macerata, 1982) la protagonista dello spazio. La giovane polistrumentista e cantautrice italiana ha realizzato un brano ad hoc in cui si mischieranno pianoforte, clavicembalo e musica elettronica. Inoltre, in ogni museo, un QR code collegato alle opere sonore resterà disponibile in modo permanente, per accompagnare nell’approccio multidisciplinare le persone che visiteranno successivamente gli spazi. 
“La collaborazione con AEB Industriale, basata sulla co-progettazione culturale per la produzione di nuove opere sonore, rappresenta una modalità virtuosa di collaborazione pubblico-privata che ci consente di offrire gratuitamente al pubblico una nuova esperienza di fruizione dei nostri musei e di valorizzare un patrimonio e una terra che sono artefici di eccellenza in ogni settore”, spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice dei Musei Civici di Bologna.

Gloria Vergani 

L’articolo “Per due giorni i musei di Bologna diventano spazi dove ascoltare suoni e musiche” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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