Quest’anno a Cortona On The Move la fotografia racconta l’ingiustizia sociale

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Alla metà di luglio, l’apertura della tredicesima edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Cortona, al secondo anno sotto la direzione di Paolo Woods e Veronica Nicolardi, ha fatto registrare 5mila visitatori, riconfermandosi un appuntamento consolidato e insieme capace di rinnovare e rinnovarsi. E ora il Festival proseguirà fino all’inizio di ottobre.

Irina Werning, From the series Lessons on How to Survive Inflation From a Pro © Irina Werning

Cortona On The Move. Il Festival di Fotografia

Un racconto unitario e coerente che spazia attraverso ventisei mostre affrontando in modo mai banale l’ingiustizia sociale per eccellenza, da cui tutte le altre discendono: il divario sempre crescente tra ricchezza e povertà, consumismo e miseria, abbondanza e scarsità. Una questione concreta e materiale – quella delle risorse – che è anche politica, ideologica e più che mai culturale: perché il presente in cui viviamo è il risultato delle nostre aspirazioni, dei modelli di vita e delle visioni in cui proiettiamo il nostro futuro. 
Il festival racconta alto e basso, periferie e party hollywoodiani, vacanze di massa e lussi privati: dal mondo dell’hip-hop e della trap come espressione del riscatto sociale di Get rich or die tryin’ al bianco e nero scintillante delle feste VIP di Larry Fink (New York, 1941), cui fanno eco i ritratti domestici della middle class americana di Chaucey Hare (New York, 1934 – California, 2019) visibili per la prima volta in Italia. 

I fotografi in mostra a Cortona On The Move

Il capitalismo con le sue derive è anche al centro del lavoro della belga Barbara Iweins (Bruxelles, 1974) che fotografa e cataloga per tipologia tutto ciò che possiede in casa: 12.795 oggetti della più svariata (in)utilità che riflettono la nostra ossessione per il possesso e il consumo. In un mondo in cui l’unico valore comune sembra quello della ricchezza, in realtà non c’è nulla di più precario del valore dei soldi, ci mostra Irina Werning (Buenos Aires, 1976) che affronta con tono leggero il problema pesante dell’inflazione, che in Argentina tocca soglie dell’80%, rendendo la vita un esercizio di sopravvivenza. Un mondo diviso e divisivo in cui abbiamo imparato a vivere nell’illusione di piccole felicità artificiali: un po’ come il gorilla di Zed Nelson (Kampala, 1966)che inganna il suo tempo annoiato, tra i fondali illusori di una foresta di cartone. Contrasti da cui emerge con ancora più forza il legame autentico con la terra raccontato negli scatti evocativi e poetici di Scalandré di Marco Zanella (Parma, 1984), già vincitore del premio Ponchielli. 
Un viaggio capace di riportare lo sguardo sulle urgenze del nostro tempo, quello di Cortona On The Move, che riesce nel difficile compito di affrontare un tema politico senza cadere negli slogan di facile consumo – anche culturali – portando in piazza, letteralmente, le contraddizioni economiche, politiche e sociali del nostro tempo. 

Emilia Jacobacci

L’articolo “Quest’anno a Cortona On The Move la fotografia racconta l’ingiustizia sociale” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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