Roma, all’asta la collezione di casa Falqui

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I prossimi 21, 22 e 23 maggio, presso la Casa d’Aste Arcadia, a Roma, si terrà la vendita della collezione di opere d’arte e arredi appartenuti al celebre critico letterario Enrico Falqui e a suo figlio Antonello Falqui, regista televisivo e direttore, tra gli altri, di programmi come Il Musichiere, Canzonissima, Studio Uno e Milleluci.

Il puntuale catalogo redatto dalla casa d’aste a corredo della collezione è arricchito da un testo introduttivo del critico e saggista Duccio Trombadori. Nell’asta si succedono 646 lotti tra dipinti, disegni e sculture di arte moderna e contemporanea, affiches e poster cinematografici e pubblicitari, lampade, mobili e oggetti di antiquariato e design, libri e cataloghi d’arte della biblioteca personale di Enrico ed Antonello Falqui.

Scipione, Ritratto di Ungaretti, 1931, inchiostro su carta, cm 36,5×30

La straordinaria collezione è lo specchio di un percorso ideale di simmetrie tra poesia, pittura e prosa d’arte in cui si avvicendando opere di artisti aderenti a diverse correnti, spesso solo in apparente contrasto fra solo.

In una meravigliosa passerella, accanto a maestri acclamati (Carrà, Severini, Soffici, Martini) si rincorrono i nomi di Manzù, Tamburi, Fazzini, Guttuso, Scialoja, Gentilini, Cantatore, Afro, Mirco ed altri autori chiamati anche a collaborare sulle pagine di Primato, la rivista coeva lanciata dal gerarca Giuseppe Bottai.

«Più che la sommatoria delle diverse qualità, casa Falqui persuade infatti e sorprende per l’armonioso effetto d’insieme che il filtro culturale di uno storico vissuto familiare deposita sulla percezione stessa del mobilio d’epoca (tavoli e trumeau, antichi cassettoni, ampi divani e poltrone) e avvalora il decoro intarsiato dei diversi sopramobili, dei libri, della ricca biblioteca, i ninnoli, le distese dei tendaggi, la luce diffusa di grandi e piccole lampade “fin de siècle”, come anche il riflesso cromatico sullo smalto dei vasi e delle angoliere che nutrono e rivestono lo spazio circostante. È dunque una casa à réaction poetique quella che reca con sé tante testimonianze grandi e piccole dell’esperienza attraversata da una famiglia nel corso di due generazioni a confronto con i principali eventi d’arte, cultura e spettacolo avvenuti nell’ Italia del XX Secolo», scrisse Duccio Trombadori a proposito dell’abitazione e della collezione dell’amico.

Scipione, Nudo, 1931, Inchiostro su carta, cm 22×24,5

Tra i preziosi lotti in asta spiccano due splendide e rarissime lampade Tiffany Studios, una da tavolo ed una da terra, i due automi del XVIII secolo, la scultura inedita di Arturo Martini e le due raffinate incisioni di Giorgio Morandi.

Degna di nota è inoltre la collezione di ben 37 disegni di Gino Bonchi al secolo Scipione, amico sodale del Falqui, che si configura come la più ampia collezione di opere dell’artista mai andata in vendita (tra cui Ritratto di Ungaretti, Sensazioni Olfattive dalla Quadriennale e Amici al Caffè) e la raccolta di 61 affiches e poster cinematografici e pubblicitari.

Dal 16 al 20 vi consigliamo di visitare l’esposizione e vedere dal vivo tutti i lotti dell’asta.

Per il catalogo dei lotti e per tutti gli aggiornamenti sull’asta, clicca qui.

Scipione, Bagno di Diana, 1928, Inchiostro su carta, cm 20,5×26,5
Renato Marino Mazzacurati, Ritratto di Antonello Falqui, Olio su tela, cm 34,5×30,5
Jules Chéret, Hippodrome, Le Chat Botte, cm 57×42

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