Sangiuliano vuole rendere il lavoro al MiC attrattivo “al pari delle aziende private”

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“Quando ho assunto l’incarico al Ministero uno dei gravi problemi che mi sono trovato ad affrontare è stato quello della carenza, a vari livelli, degli organici dei lavoratori della cultura, il cui numero è drasticamente diminuito negli ultimi anni. Spiccava, in particolare, la drammatica assenza di figure altamente specializzate come ingegneri, informatici, architetti, chimici e fisici, indispensabili al funzionamento delle nostre complesse strutture museali e culturali. Con il provvedimento appena varato in Cdm, viene finalmente riconosciuta a queste figure l’elevata professionalità, permettendo così alla pubblica amministrazione e al Ministero della Cultura di diventare attrattivi dal punto di vista lavorativo al pari delle aziende private”. Così il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha commentato l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto legge su “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della pubblica amministrazione, di sport e per l’organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica 2025”.

Palazzo Chigi

NOVITÀ DEL DECRETO LEGGE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il cosiddetto “decreto Pa Bis” approvato in CdM il 15 giugno prevede – tra le numerosissime disposizioni che spaziano dalla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo delle università statali alla velocizzazione delle procedure concorsuali per il personale docente, fino alla digitalizzazione dei cammini giubilari – la riorganizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la modifica dell’assetto organizzativo dell’Ispettorato nazionale del lavoro, per l’assorbimento delle competenze prima attribuite all’Agenzia nazionale politiche attive lavoro. Ma questo cosa significa per i lavoratori del mondo della cultura? Che il Ministero sta per fare 100 nuove assunzioni indirizzate al personale tecnico e dirigenziale. Massimo 10 persone saranno da destinare agli uffici di diretta collaborazione del ministro, mentre le restanti 90 posizioni saranno assegnate a figure in grado di “assicurare le accresciute funzioni del Ministero della Cultura, anche connesse agli interventi relativi al Pnrr” con un occhio particolare alla transizione green. La spesa prevista per le nuove assunzioni è di oltre 600mila euro per il 2023 e 1,2 milioni all’anno dal 2024. “Questa misura si aggiunge ad altre importanti procedure di assunzione in atto”, ha precisato Sangiuliano, “come il corso-concorso per dirigenti tecnici, il concorso per la selezione di 518 funzionari tra archivisti di Stato, bibliotecari, restauratori conservatori, archeologi, architetti, paleontologi, demoetnoantropologi e storici dell’arte e lo scorrimento di 750 unità della graduatoria AFAV. Si tratta di nuovi tasselli che, in appena pochi mesi, stanno invertendo quella tendenza al depauperamento del capitale umano operante nella cultura, caratteristica negativa degli ultimi lustri”.

Giulia Giaume