Sante Monachesi, un pittore provinciale italiano. In mostra a Macerata 

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Nel periodo trascorso a ParigiSante Monachesi (Macerata, 1910 – Roma, 1991) rielabora un linguaggio personale che risente degli echi della pittura degli Anni Dieci e Venti del Novecento. Il mondo interiore dell’artista viene tradotto dal colore e dalle forme geometriche, retaggio delle esperienze che sopravvivono nell’ambiente romano e in alcune città italiane come Macerata. E la mostra Sante Monachesi tra Macerata e Parigi, allestita nelle sale di Palazzo Buonaccorsi, racconta proprio il legame del celebre artista marchigiano con la capitale francese.

La mostra su Santa Monachesi a Macerata

Il teatro è uno degli ambienti dove si avverte di più la versatilità del pittore marchigiano che dipinge una serie di quadri di diverse dimensioni dal titolo le Clownesses. I soggetti sono nudi femminili pagliacceschi, nell’atto di danzare sospese nell’aria come le protagoniste di un eterno baccanale”, chiariscono i curatori della mostra Maurizio Faraoni e Donatella Monachesi.
La mostra propone anche una serie di documenti d’archivio, foto, lettere, sculture, disegni inediti, dipinti, alcuni dei quali esposti nella galleria Silvagni nel 1950 che rappresentano Muri ciechi, opere pittoriche in cui Monachesi reinterpreta i profili ciechi delle facciate dei palazzi della capitale francese e poi le Parigi e i Fiori. 
Nel 1964, l’artista fonda il Movimento Agravitazionale e stila il primo manifesto Agrà, che diede l’ispirazione per realizzare una serie di opere moderne e al contempo futuriste. Basti pensare alla leggerezza delle forme di Evelpiuma,sospesa in aria, che sorprende il visitatore per il contrasto tra la gomma piuma arrotolata e legata con un filo di spago.  Inoltre, la mostra comprende otto opere donate in stretto dialogo con la collezione permanente del Museo del Novecento di Palazzo Ricci, sempre a Macerata. Così, l’attività dell’artista è documentata dagli esordi Futuristi al Neocubismo, per approdare al movimento Agrà e ai lavori in perspex.

Sante Monachesi, Clawnesses, 1946. Collezione privata

Sante Monachesi, un pittore provinciale italiano

Scrive Giorgio Marchis: “Monachesi non è un pittore internazionale, è un pittore provinciale, e qui bisogna intendersi: essere provinciale italiano è una condizione infinitamente diversa dell’essere un provinciale francese o americano… In Italia la metropoli non c’è: il provinciale italiano è quello che fin dalla nascita apre gli occhi sulle testimonianze materiali di una cultura urbana splendida e raffinata, ininterrotta da secoli, talvolta da millenni, e ne impara il linguaggio così come impara la lingua madre nella quale si pronuncia il proprio nome e attraverso la quale si accede alla conoscenza e alla comunicazione. È un connotato che non bisogna mai dimenticare guardando le opere di un artista italiano, in questo caso del maceratese Sante Monachesi. Ma dov’è Macerata? Al centro del mondo”.    
Pur essendo la mostra concentrata a Palazzo Buonaccorsi, con 60 opere esposte, si può approfondire la figura di Monachesi visitando il Museo del Novecento di Palazzo Ricci e la Pinacoteca Civica Moretti a Civitanova Marche.

Andrea Carnevali

L’articolo “Sante Monachesi, un pittore provinciale italiano. In mostra a Macerata ” è apparso per la prima volta su Artribune®.

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