Straperetana. In Abruzzo la mostra diffusa lascia spazio alle donne artiste

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È il volto della grande filosofa greca Ipazia, dipinto da Veronica Leffe, il simbolo della nuova edizione di Straperetana, la manifestazione diventata ormai celebre che ogni anno invade un piccolo borgo medievale sugli Appennini d’Abruzzo al confine con il Lazio. Qui il paese di Pereto (seicento anime) si apre ogni estate all’arte contemporanea, ospitando una grande mostra collettiva diffusa che vede le sue strade e piazze punteggiate di sculture, dipinti, installazioni e fotografie in stretto dialogo con il territorio.

Arrivano le pecore, Giulia Mangoni. Courtesy l’artista

Quest’anno, fino al 10 settembre 2023, la kermesse fondata da Paola Capata (direttrice della galleria Monitor) e Delfo Durante accoglie con il titolo Ultramoderne un folto gruppo di artiste, molte delle quali hanno scelto di concentrarsi proprio su temi inerenti alla storia e all’esperienza femminile in chiave storica e femminista: c’è chi ha modificato il proprio certificato di nascita declinando il linguaggio al femminile (Cloti Ricciardi), chi ha realizzato dei collage fotografici sul tema della “madre” e del corpo femminile (Tomaso Binga), chi ha prodotto ritratti fotografici di donne davanti alla propria casa (Rä Di Martino). Le donne, quest’estate, sono ovunque a Pereto.

La nuova edizione di Straperetana

Per l’edizione 2023 – che come sempre, oltre a spargersi per le vie e i palazzi del paese, trova in Palazzo Maccafani e Palazzo Iannucci il proprio centro – sono 30 le opere esposte (contemporanee ma anche risalenti agli anni Settanta) di 18 artiste italiane e non (anche molto famose), che stimolano una riflessione sull’identità di genere e la disuguaglianza. Sono Sonia Andresano, Ruth Beraha, Tomaso Binga, Beatrice Celli, Anouk Chambaz, Francesca Chiola, Maria Adele del Vecchio, Sara Dias, Rä di Martino, Satya Forte, Maria Lai, Veronica Leffe, Giulia Mangoni, Eva Marisaldi, Elisa Montessori, Lulù Nuti, Cloti Ricciardi e Maddalena Tesser.

Beatrice Celli, Sorella Carovana, 2019, tessuto, legno, nastri, piume, ceramica, rosario, fiori, piume di pavone, decorazioni varie

Oltre a condividere i temi dell’identità femminile, e dei più o meno noti sacrifici connessi con l’esperienza di vita delle donne, molte delle opere presentate in questa settima edizione ingaggiano una connessione più stretta con la comunità locale. È il caso delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila Satya Forte, Sara Dias e Francesca Chiola, che affiancate da Anouk Chambaz e Giulia Mangoni hanno portato delle opere realizzate in una residenza artistica proprio a Pereto; c’è poi l’artista Lulù Nuti, che ha realizzato una scultura di San Giorgio ispirata all’arazzo custodito nell’omonima chiesa di Pereto; e infine Giulia Mangoni, che ha creato un grande dipinto murale nella via della transumanza chiedendo direttamente agli abitanti che animali volevano fossero rappresentati.

Giulia Giaume

www.straperetana.org

<p>L’articolo “Straperetana. In Abruzzo la mostra diffusa lascia spazio alle donne artiste” è apparso per la prima volta su Artribune®.</p>

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