Il Palazzo e la Domus Episcopale

Tempo di lettura ca.: 1 minuti, 19 secondi


Il direttore della Fondazione Aquileia, l’archeologo Cristiano Tiussi ci racconta il Palazzo e la Domus Episcopale, un’altro luogo straordinario che testimonia la storia della antica città romana attraverso i secoli. Ci troviamo all’interno della Domus e Palazzo Episcopale che è un complesso museale di nuova realizzazione che contiene al proprio interno un vero e proprio spaccato di quella che è la storia di Aquileia su più strati sovrapposti dandoci un po’ il senso di quello che il sottosuolo di questa grande città romana ancora ci può riservare. Qui troviamo infatti tre stratificazioni, tre pavimenti musivi che coprono un arco cronologico di circa tre secoli e che per l’appunto sono sovrapposti l’uno all’altro su un’altezza di quasi due metri e mezzo. Il livello più basso è quello di una domus, di una casa romana, costruita probabilmente all’inizio del primo secolo dopo Cristo ed è un semplice pavimento in tessere di cotto ma ha una caratteristica che ad Aquileia troviamo poche volte: cioè di conservare una parete affrescata cosa che non avviene appunto molto spesso in questa città. Il livello intermedio è quello di una grande sala absidata del IV secolo dopo Cristo che è stato scoperto in parte ma che rivela dei tratti sorprendentemente vicini a quelli dei pavimenti della Basilica di Aquileia nella sua prima fase, nella fase risalente all’epoca di Costantino, è quasi un frammento del pavimento della Basilica portato qui all’interno di una casa privata il che probabilmente ci porta a supporre che le stesse maestranze all’opera nella Basilica fossero impegnate anche in sontuose case di abitazione nelle vicinanze della Basilica stessa. Alla quota superiore abbiamo invece il pavimento del palazzo episcopale. Intorno all’inizio del V secolo dopo Cristo il vescovo di Aquileia che era ormai una figura molto importante e autorevole della città decise di acquistare tutto ciò che c’era nei paraggi della Basilica per costruirsi un sontuoso edificio, un sontuoso palazzo e questo pavimento, il pavimento superiore e il pavimento in cubetti di cotto che lo affiancano, sono proprio i resti della dimora del vescovo di Aquileia. È un luogo di particolare suggestione proprio perché in questo luogo quasi si penetra all’interno della storia di Aquileia, ci si può veramente, si affonda nella storia di Aquileia. È un luogo a cui sono particolarmente legato perché le indagini fatte nel 2010 proprio in maniera quasi inaspettata ci hanno portato delle scoperte eccezionali e da quel momento la Fondazione Aquileia ha iniziato un’iter progettuale che poi è terminato sei anni fa con la realizzazione di questo edificio museale a cui devo dire ho contribuito nel mio ruolo di direttore della Fondazione Aquileia.